Sant’Andrea Avellino in processione a Napoli e a Capua

Sant’Andrea Avellino in processione a Napoli e a Capua




Sabato scorso, due busti d’argento di sant’Andrea Avellino hanno partecipato a due antiche processioni a Napoli e a Capua.
Una sessantina di castronovesi, provenienti dal paese natale del Santo, sono giunti in mattinata nella Basilica napoletana di san Paolo Maggiore; dopo aver partecipato alla Santa Messa, si sono raccolti in preghiera davanti alla Cappella dove sono conservate le Spoglie del Santo. È la Cappella dove il 10 novembre 1608 sant’Andrea Avellino, mentre si accingeva a celebrare la Messa, fu colto da un colpo apoplettico e morì.
Nel pomeriggio si sono ritrovati nel Duomo di Napoli per ultimare l’addobbo floreale del seicentesco busto d’argento del Santo teatino, conservato nella Cappella del Tesoro di san Gennaro. Qui si sono uniti con altri castronovesi provenienti da diverse località campane e con le delegazioni di Folignano (AP) e di Montescaglioso (MT).
Da sette anni la comunità di Folignano ha rispristinato la festa di sant’Andrea Avellino, loro compatrono, che, dalla fine dell’Ottocento, si tiene l’ultima domenica di aprile. Da diciotto anni sono gemellati con la Diocesi di Napoli per avere in comune san Gennaro come Patrono. A fine aprile 2012 una delegazione di castronovesi è stata a Folignano per partecipare al ripristino della festa di sant’Andrea Avellino e, tra le due comunità è nato un forte legame di amicizia.
I Latori di San Rocco sono fedeli lucani che hanno avvertito la necessità di costituirsi in associazione di volontariato col fine di portare a spalla le statue del Santi durante lo spiegamento delle processioni religiose per le vie di Montescaglioso. Dal 2013 vengono a Napoli per portare in processione il busto di san Rocco, loro patrono e quarantaseiesimo compatrono di Napoli dal 1856.
Come avviene da quattordici anni, il sabato che precede la prima domenica di maggio i castronovesi portano il busto d’argento di sant’Andrea Avellino alla tradizionale e antica processione dei compatroni di Napoli che accompagna il busto e le reliquie del patrono San Gennaro.
Sabato pomeriggio il cardinale Crescenzio Sepe si è recato nella Cappella del Tesoro accolto dalla Deputazione e dai Prelati della Cappella. L'Abate Prelato, con il Deputato di turno, alla presenza del Cardinale ha aperto la cassaforte che custodisce le reliquie del Santo. Dopo un breve momento di preghiera, è partita la processione, andando per il centro antico di Napoli fino alla Basilica di Santa Chiara, dove il Cardinale ha presieduto la celebrazione religiosa e le preghiere per il Santo Patrono.
All’inizio della Messa ha comunicato che quando ha preso la teca dalla cassaforte il sangue era completamente liquefatto: si era ripetuto il prodigio di maggio della liquefazione del sangue di San Gennaro. È la prima delle tre date in cui è atteso il miracolo del patrono (le altre due sono il 19 settembre e il 16 dicembre).
Durante l’omelia il Cardinale ha detto, tra l’altro, che "È il sangue della malavita, quella comune o quella organizzata, che resta un vero cancro di questa meravigliosa terra” e che “San Gennaro soffre veramente perché troppe strade di Napoli, anche quando non sono bagnate dal sangue, sono diventate teatro di violenza".
Quest’anno le statue preparate per la processione erano sedici. Nell’ordine di anzianità di proclamazione, dai compatroni più recenti a quelli più remoti: Santa Rita, Santa Geltrude, Santa Lucia, Santa Maria Francesca delle cinque piaghe, San Rocco, San Francesco Caracciolo, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Sant’Emiddio, Sant’Antonio Abate, Santa Chiara, Sant’Efebo, San Severo Vescovo, Santa Patrizia, San Francesco di Paola, l’Immacolata e Sant’Andrea Avellino.
Il nostro Santo era il più “vecchio” compatrono presente alla processione: il nono, dal 25 settembre 1625.
Dopo una lunga pausa di 73 anni, e dopo la ripresa nel maggio 2014, ritorna tra le strade di Capua la storica e suggestiva processione dei ‘7 busti d’argento’: busti, raffiguranti i Santi che ‘vivono’ nella Cattedrale della città capuana. L’idea di questa processione nacque come auspicio per una buona raccolta del grano. Anche quest’anno i fedeli capuani hanno preso parte al lungo corteo che si è tenuto sabato scorso alle ore 18 partendo dalla Basilica Cattedrale.
Le statue raffigurano santo Stefano, sant’Agata, san Gaetano da Thiene, sant’Irene, san Sebastiano, l’Addolorata, sant’Andrea Avellino e sono portate in processione dagli “accollatori” per le vie della città. Al termine c’è stata la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo S.E. Mons. Salvatore Visco.
La processione degli argenti ha rappresentato per decenni uno dei pilastri della tradizione popolare capuana. Ha radici antichissime e si è svolta ininterrottamente il 25 aprile di ogni anno fino al 1941. Fu ripresa solo nel 1966 in occasione del millesimo anniversario della fondazione dell’Arcidiocesi di Capua.
Gli argenti sono frutto delle “limosine dei fedeli”, le donazioni dei fedeli della Chiesa di Capua. Si tratta di reliquari opera di artigiani artisti del Settecento napoletano.
In origine le statue dovevano essere almeno ventuno. Molte, purtroppo, sono andate perse o distrutte.
Su invito del Vescovo di Capua il prossimo anno una delegazione di castronovesi parteciperà anche a questa processione.
Si ricorda che il Santo teatino è compatrono di Capua dal gennaio 1628.
Nicola Arbia
9 maggio 2018