Quarant’anni dalla strage di San Gregorio di Catania

Quarant’anni dalla strage di San Gregorio di Catania







Il 10 novembre 2019 ricorrerà il quarantesimo anniversario della tragica morte, al casello dell’autostrada di San Gregorio di Catania, del vice brigadiere Giovanni Bellissima e degli appuntati dei carabinieri Salvatore Bologna e Domenico Marrara.
Per i catanesi doveva essere una giornata di festa. In mattinata sarebbe arrivato il presidente Sandro Pertini che aveva programmato quel viaggio di tre giorni perché in Sicilia c’era una situazione critica, in conseguenza degli omicidi del giornalista Mario Francese, del segretario provinciale della DC, Michele Reina, del capo della squadra mobile Boris Giuliano, del giudice Cesare Terranova. Due mesi dopo fu ucciso in circostanze ancora oscure il presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella.
Quel mattino alle cinque una Mercedes privata, non blindata, con alla guida l’autista privato Angelo Paolella, giunse al carcere di Catania, dove si trovava in attesa la scorta composta dal vicebrigadiere Giovanni Bellissima e dagli appuntati Domenico Marrara e Salvatore Bologna. Prelevarono, per ricondurlo a Bologna, il detenuto Angelo Pavone, conosciuto col soprannome di “faccia d’angelo”, di ventinove anni, che stava scontando una condanna a sette anni nel carcere di Bologna perché implicato nel sequestro dell’industriale ferrarese Angelo Fava. Ad ottobre aveva ottenuto di essere trasferito per venti giorni nel carcere di Catania per potersi incontrare con sua moglie e con gli avvocati difensori.
Al casello di San Gregorio di Catania scattò l’agguato ad opera di mafiosi.
La descrizione di quanto accadde viene data da Paolella. Dall’interno di una cabina del casello uscì un uomo che gli sparò contro colpendolo in modo non grave. Altri due killer spararono contro i carabinieri facendo attenzione a non colpire Pavone. Paolella racconta che lui si salvò perché coperto dal corpo del vicebrigadiere Bellissima, il quale morì subito. Marrara e Bologna, colpiti a morte con diversi colpi, morirono poco dopo.
Pavone era stato liberato per poterlo processare e giustiziare, forse perché aveva parlato troppo con la polizia. Fu trovato morto, incaprettato, in una discarica la sera del 21 novembre.
La strage, dopo quarant’anni e numerosi processi, non è stata del tutto ben chiarita, né sono state chiarite le devianze di alcuni ruoli istituzionali.
Pertini si fece portare all’ospedale Garibaldi per visitare i tre carabinieri e mentre rendeva loro omaggio mormorava “Siamo in guerra, e voi siete in prima linea, poveri ragazzi”.
Il giorno dopo, passando con la sua auto dal casello di San Gregorio, mentre si recava a Messina, si fermò e depose un mazzo di fiori sul luogo dell’eccidio.
All’epoca si parlò molto del tragico evento, ma poi, come succede sempre in questi casi, man mano che passava il tempo, da parte delle istituzioni venne calato un velo di oblio sull’accaduto.
Le famiglie dei militari avevano perso i loro cari e si trovarono in una situazione di difficoltà, aggravata dal fatto che si sentirono abbandonate dalle istituzioni.
Nel 1981 il padre di Giovanni Bellissima scrisse una lettera al presidente Pertini per chiedere per i tre carabinieri un riconoscimento al valor civile per onorarne la memoria.
Il 20 aprile 1983 ad ognuno dei tre carabinieri fu concessa solo una medaglia di bronzo al valor civile, mentre nella storia delle onorificenze, per fatti analoghi, erano state conferite medaglie più nobili. Il padre di Giovanni Bellissima, in segno di protesta, restituì la medaglia di bronzo.
Nel corso degli anni i familiari dei tre carabinieri hanno combattuto contro il silenzio e l’immobilismo dei rappresentanti delle istituzioni a cui venivano chieste azioni adeguate per non dimenticare. Solo nel 2012, grazie alla sensibilità dell’allora ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, colpita da una dettagliata lettera scritta da Matilde Arbia, moglie di Salvatore Bologna, fu aperta una nuova istruttoria dai Carabinieri, atta a chiarire come andarono i fatti in quel lontano 1979 e fu concessa la medaglia d’oro al valor civile.
Il 16 agosto 2013, a Potenza, fu consegnata, dal col. Domenico Pagano, capo della Legione Carabinieri Basilicata, la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, a Matilde Arbia, vedova di Salvatore Bologna.

Salvatore Bologna era nato a Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa il 13 aprile 1938. Si arruolò il 3 luglio 1957 nella 2a Compagnia Allievi CC di Roma. Dopo vari incarichi giunse a Castronuovo di Sant’Andrea nel 1960, e qui rimase in servizio fino al 25 settembre 1965, quando fu trasferito alla Legione Carabinieri di Messina. In Sicilia entrò nel Nucleo Tribunale e Traduzioni (T. T.) e Scorte, ruolo rivestito all’atto della strage.
Si sposò con la castronovese Matilde Arbia il 29 settembre 1966. Ebbe due figli, Paolo e Francesco, che all’epoca dei fatti avevano rispettivamente dodici e sei anni.

In occasione del ventitreesimo anniversario della strage, il 10 novembre 2002, nei pressi del casello autostradale di San Gregorio di Catania, è stato scoperto un monolito lavico dello scultore Gisvelto Mele, su cui è scritto “Con fedeltà fino alla morte, testimoniarono l’amore in Dio e ai fratelli italiani”.
L’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina, durante la benedizione, disse che il monumento rappresentava “Un gesto importante per fissare nella memoria quel momento e rendere questo posto, luogo di preghiera”.
A Castronuovo di Sant’Andrea, il 28 giugno 1993, è stato intitolato a lui il piazzale antistante la caserma dei carabinieri.
In occasione del 36° anniversario, con una commovente e solenne cerimonia, a lui venne intitolata la sede del Comando Compagnia Carabinieri di Senise.

Salvatore Bologna va ricordato non solo per aver dato la vita nell’adempimento del suo dovere come servitore dello Stato e come uomo di grande dignità, ma anche per le sue doti umane.
Aveva un grande senso dell’amicizia e con la sua mitezza si faceva voler bene da tutti.
Oggi, riposa nel cimitero di Castronuovo di Sant’Andrea, terra a cui era molto legato.
Nicola Arbia

9 novembre 2019