La prima formazione in Lucania

La prima formazione in Lucania

Lancellotto nacque nel 1521 a Castronuovo, poi Castronuovo di Sant'Andrea, in provincia di Potenza, da Giovanni Avellino e da Margherita Appella.
L'ambiente familiare degli Avellino, più che dai conforti di una condizione agiata, era creato dalle qualità umane e cristiane dei due coniugi e si prestava bene ad accogliere, doni di Dio, i due figli (il secondogenito, Nicola - Antonio, nacque alcuni anni dopo) e a garantire loro una sicura e adeguata educazione.
Educatori e consiglieri di Lancellotto, dalla fanciullezza alla prima giovinezza, furono la madre e lo zio Don Cesare Appella, arciprete di Castronuovo.
Il ragazzo era dotato di intelligenza sveglia e perspicace, volontà docile, generosa e decisa, sensibilità viva, fantasia fervida; fisico sano, forte e bello.
Da piccolo seguì le lezioni di religione e grammatica di suo zio Don Cesare Appella, insieme ai fanciulli del paese, accanto al presbiterio.

Nel 1532, poiché a Castronuovo non c'erano scuole, Lancellotto si trasferì a Senise, cittadina distante 15 km, dove rimase 4 anni e studiò lettere classiche, matematica, musica.
A 16 anni era alto, gioviale; destava ammirazione e affetto in quanti lo avvicinavano e spesso veniva sollecitato da donne, ma l'educazione religiosa, coltivata con serietà e costanza, gli permise di superare le lusinghe di diverse tentatrici.
Nel 1536, terminati gli studi superiori, rientrò in famiglia e rimase a Castronuovo, dove frequentò il presbiterio parrocchiale dello zio Don Cesare, il quale ben presto si accorse della vocazione del nipote e la coltivò, con l'aiuto della sorella Margherita.
Il 17 agosto 1537 il vescovo di Anglona - Tursi gli conferì il primo degli Ordini di allora, il Suddiacono, che comportava la consacrazione definitiva e irrevocabile della propria persona al Signore. Aveva 17 anni.
Poiché Don Cesare era ormai anziano, Lancellotto lo sostituì nell'insegnamento presso la scuola parrocchiale e, siccome mancavano scuole e maestri anche nei paesi vicini, estese le sue attività educative e didattiche nei paesi di Sant'Arcangelo, Roccanova e S.Chirico.
Per quattro anni si dedicò a questo lavoro, ma accadde che una giovane castronuovese si innammorò di lui e cercò di circuirlo con le sue attenzioni. Dato che l'Avellino non le corrispose, quell'amore si trasformò in odio e desiderio di vendetta. I parenti di lei lo accusarono, giurando di vendicare l'onore offeso e attentarono alla vita di lui.