Preposito in Lombardia

Preposito in Lombardia

Padre Carlo Borromeo, la cui fama di santità era ovunque già ammirata, volle che anche a Milano – come a Venezia, a Napoli e a Roma – vi fosse la presenza degli operosi teatini.
Nel 1570 un gruppetto di teatini, guidati da Padre Andrea, si recò nella metropoli ambrosiana, dove ricevette calorose accoglienze: il Borromeo infatti gli andò incontro fuori Porta Romana. In breve Padre Andrea divenne il direttore spirituale preferito della migliore nobiltà milanese.
Poco più di un anno dopo, il cardinale Paolo Buriali d’Arezzo, arcivescovo di Piacenza, ottenne che l’Avellino fosse trasferito nella sua diocesi, la quale risentiva di una grande decadenza per vari motivi. Padre Andrea si accinse al suo compito come sempre, annettendo maggiore importanza alla pratica che alla teoria, all’esempio più che alle parole.
Fra il 1570 e il 1582 rimase in Lombardia come preposito e come visitatore delle case religiose e fu un periodo estremamente fecondo; l’apostolato di Don Andrea continuerà anche quando sarà lontano, come testimoniano le lettere.