Il Santo Vecchio

Il Santo Vecchio

Gli ultimi anni della vita di S. Andrea furono contrassegnati da un crescente espandersi della sua carità.
Accorreva ovunque fosse chiamato. D’inverno capitava di dover percorrere strade fangose; a chi gli faceva notare i fastidi rispondeva:
«Questi piedi che per servire il Signore faticano camminando nel fango, un giorno calpesteranno le stelle».

Il Signore lo premiò con manifesti interventi della Sua Onnipotenza: più di una volta gli diede il potere di conoscere e rivelare eventi futuri lieti o tristi, di vincere il male in momenti e casi particolari, di vedere esaudite all’istante le sue preghiere.
Racconta Don Giovan Paolo di Orlandi, sacerdote e dottore in legge, amministratore dell’ospedale di S.Maria della Pazienza di Napoli, che nell’anno 1604 una sera, dopo una visita di Don Andrea in una casa di piazza S.Domenico, presso Don Camillo Carafa, fu preparata una carrozza per accompagnarlo a S.Paolo. Don Andrea era in compagnia di fratel Ubaldo e, nonstante il buio e la pioggia, rifiutò di andare in carrozza.

«Pensai che fosse mio dovere accompagnarlo; chiamai un domestico perché ci rischiarasse la strada con una torcia. Appena mettemmo piede in strada una raffica di vento spense la torcia. Però non camminavamo nel buio: dalla persona del Padre si espandeva una luce diffusa che ci rischiarava i passi finché giungemmo a S.Paolo
Arrivati al convento constatai qualcosa di non meno prodigioso. Né Padre Andrea, né il suo compagno, né il domestico, né io eravamo minimamente bagnati, benché piovesse a dirotto. Parimenti, durante il nostro ritorno a casa, nonostante piovesse come prima, i nostri vestiti restarono asciutti come se avessimo camminato sotto il sole ardente».

Con un segno della croce tracciato sulla fronte della signora Vittoria Lanzi la guarì immediatamente da gravi disturbi causati da un difficile parto.
Cinque giorni prima della morte visitò il signor Angrisani che era stato dichiarato dai medici in grave pericolo. «Si rassicuri, suo marito non morirà; siate buoni cristiani», disse alla moglie. Quasi subito l’ammalato incominciò a sentirsi meglio e dopo otto giorni era in convalescenza.
Questi sono solamente alcuni degli episodi registrati negli Atti del processo di Beatificazione. È facile dedurre l’impressione che questi e molti altri fatti destarono nell’ambiente e nel popolo napoletano. Un alone di santità circondò l’uomo di Dio; gratitudine, stima e venerazione gli erano tributati ovunque.