I Teatini

La condizione in cui versava la chiesa fra il XV e il XVI secolo richiedeva con urgenza una riforma.
Scrive il vescovo Bernardino Carvajal al papa Adriano VI, nell’agosto del 1522, circa la necessità indilazionabile di attuare seriamente la riforma: «Sicché la Chiesa più non paresse un’accolta di peccatori».
Nel 1524, durante il pontificato di Clemente VII, a Roma, il prete vicentino Gaetano Thiene e il vescovo teatino Gian Pietro Carafa proposero alla Chiesa un Clero Santo, capace di immettere nel costitutivo ecclesiale quei fermenti rigeneratori di autentica spiritualità che avrebbero ridato alla vita e al ministero degli uomini di Chiesa l’originaria dignità e la funzione di aiutare l’umanità redenta a santificarsi.
Dura e accanita fu la lotta con i fautori del conservatorismo curiale vaticano, troppo interessati a mantenere i loro privilegi materiali e la vita mondana e quindi contrari ad accettare la proposta di vivere il Vangelo da autentici chierici.
La forte fede del Thiene e le capacità persuasive del Carafa convinsero il Papa, che autorizzò la nascita dell’Istituto dei Chierici Regolari, nel 1524.
I Preti rinnovati dimoravano nella Casa del Pineto, che divenne centro propulsore di Riforma concreta, di ecclesiastici e di laici.
Il Carafa, già vescovo di Chieti (in latino Theates), era perciò chiamato vescovo teatino. Egli era il personaggio di maggiore prestigio e autorità, per cui molti contemporanei furono indotti a riconoscere lui come principale fondatore dell’ordine e chiamarono Teatini i religiosi dell’Istituto.
La santità di vita di Gian Pietro Carafa, la competenza e la serietà con cui esercitava il suo ministero, l’esemplarità della sua condotta suggerirono ad alcuni attenti osservatori l’idea di indicare con il nome teatino:
- chi conduceva un’esemplare vita cristiana;
- chi era persona pia, devota, riformata;
- i cristiani più fervorosi che nutrivano sentimenti seri.
Dalla fondazione dell’Ordine alla seconda metà del 1600 i religiosi si denominarono solo Chierici Regolari, poi, convinti della validità delle sopranominate qualifiche positive, intese quasi universalmente nel nome ‘Teatini’, aggiunsero al nome ufficiale “Chierici Regolari” anche quello di Teatini.
In seguito al Sacco di Roma, nel giugno del 1527, la famiglia teatina si trasferì a Venezia dove continuò la sua opera e raccolse intorno a se i migliori operatori della carità cittadina. In particolare, Giovanni Marinoni, canonico della Basilica di San Marco, poi fondatore con S.Gaetano della casa di Napoli, nella quale esercitò per trent’anni un prezioso ministero.
Nei primi quarant’anni la famiglia dei Chierici Regolari si propose di non aumentare troppo il numero dei suoi membri, si preferiva la qualità alla quantità dei religiosi.
Nel Seicento e nel Settecento l’Ordine si estese in molte diocesi d’Italia e d’Europa.