Novena - Secondo giorno

Novena - Secondo giorno

3 - LETTURA
 
 
 
Dall’odierna Liturgia della Parola:

1 - Io lo so che il mio Redentore è vivo.
2 - Giustificati per il suo sangue saremo salvati per mezzo di Lui.
3 - Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; Io lo risusciterò nell’ultimo giorno
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Dalle Lettere di Sant’Andrea Avellino:

Napoli, 2 novembre 1593. Alla Signora D. Costanza di Loffredo, Contessa di Serino. (vol. II, lett. 165, pp. 175-176).

Dio aborrisce l’ingratitudine, perché è figlia della maledetta superbia, causa di tutti i mali passati, presnti e futuri, siccome l’umilità della Madre e del Figliuolo di Dio è stato principio e causa di ogni nostro bene.

Vi esorto e prego tutti che siate umili e grati al Signore, se volete inchinare la Divina Bontà a farvi maggiori benefici. E quanto maggiori grazie ricevete, tanto più è necessario che più vi umiliate, come faceva la Madre di Dio, la quale quanto più si umiliava, tanto più si preparava a ricevere maggiori grazie dal Signore, che esalta gli umili e abbassa i superbi in questa e nell’altra vita.

E se domandate perchè la Madre di Dio, essendo tanto nobilissima e colma di grazie e di virtù, essendo Madre vera dell’unico Figliuolo di Dio, Regina del cielo e della terra, degli uomini e degli angeli, si riputava tanto vile, vi rispondo che la gloriosa Vergine riguardava il niente, donde era creata, e non la grazia e virtù che in se aveva, sapendo che ogni cosa buona è di Dio e a Lui si debe ogni onore e gloria, e non all’uomo, che l’ha ricevuta dalla benigna mano del gran Signore.

Ed ancora, la gloriosa Vergine, ben sapeva che l’uomo, quanti più doni riceve, tanto più resta debitore a colui che gli li ha dato. E chi più è debitore, bisogna che si umilii al suo donatore e benefattore.

Conoscendo dunque la benedetta Vergine essere assai debitrice a Dio per tante singolari grazie, che più d’ogni altra creatura aveva dalla Divin Maestà ricevuto, per questo Ella tanto si umiliava, riputandosi indegnissima e vilissima più d’ogni altra donna, niente gloriandosi di tante singolari grazie che aveva, ma tutta la gloria rendeva al Sommo Datore delle grazie.

Considerando ancora che il primo Angelo, gloriandosi ed insuperbendosi dei singolari doni che più degli altri aveva ricevuto, non rendendo gloria al Datore, fu discacciato dal celeste Paradiso e abbassato al profundo dell’inferno.

Ma la benedetta Vergine, non insuperbendosi né gloriandosi di tante singolari grazie che aveva, abbassando se stessa e glorificando solamente il Datore, fu esaltata sopra tutti i cori degli Angeli.

Se voi sarete umili e grati al Signore, maggiori grazie avrete in questo mondo e nella celeste patria
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1 novembre 2007