Novena - Terzo giorno

Novena - Terzo giorno

3 - LETTURA
 
 
 
 
Dall’odierna Liturgia della Parola:

1.  I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili.

 

2.  Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato



Dalle Lettere di Sant’Andrea Avellino:

Napoli, 3 novembre 1596. Alla Signora D. Beatrice, Duchessa di Bujano (vol. II, lett. 269, pp. 285-286)

Sicome, senza comparazione, lo spirito è più nobile e più eccellente della carne – la quale dallo Spirito ha la vita – così l’amore spirituale è più nobile, eccellente e puro dell’amore carnale..

E se voi amate tanto le vostre figliuole, le quali avete generato secondo la carne, quanto più io devo amare i miei figliuoli e figliuole, che ho generato a Cristo secondo lo spirito!

E, sicome quelli figliuoli, che sono più amorevoli e obbedienti, sono più amati dai loro padri e madri, così io amo più quelle figliuole che più mi amano e obbediscono.

Lo stare in queste bande è più avanzo di spirito, il che si deve preferire a tutte le cose del mondo, perché tutte le cose avremo da lasciare, ma i beni spirituali ci conducono all’eterna beatitudine, la quale goderemo sempre, ma le ricchezze e grandezze hanno condotto molti alle pene dell’inferno, ai quali niente hanno giovato le ricchezze e grandezze del mondo, anzi sono state loro cagione di maggiori pene e tormenti.

E però meglio è che attendiamo all’acquisto delle virtù, che ci conducono alla nostra celeste Patria, ove per sempre goderemo quella bellissima faccia di Dio e saremo sazi d’ogni contento, allegrezza e consolazione, senza timore, dolore e travagli, perché da quella celeste Patria è discacciato il peccato, la morte ed ogni male che ci potesse disturbare.

E, per questo, non abbiamo ansietà di acquistare molte ricchezze, le quali presto avremo da lasciare, come le hannno lasciate i nostri antecessori. Ma basta avere tanto quanto è sufficiente a sostentare questa misera vita, finché saremo chiamati da questo infelice esilio, pieno di travagli, alla nostra celeste Patria, ove è riposo, quiete, pace, allegrezza ed ogni bene che si possa desiderare.

Io vi amo, e desidero vedervi spesso per incamminarvi a quella eterna gloria, che non finirà giamai.
 
1 novembre 2007