Novena - Quinto giorno

Novena - Quinto giorno

 
3 - LETTURA
 
 
 
Dall’odierna Liturgia della Parola:

1. Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per usare a tutti misericordia.

 

2. Non invitare i tuoi amici, ma i poveri e i deboli.



Dalle Lettere di Sant’Andrea Avellino:

Napoli, 5 novembre 1582. Alla Signora Contessa Barbara d’Este milanese (vol. I, lett. 99, pp. 216-217).

La vita spirituale consiste nel dispreggio di noi stessi e di tutte le vanità del mondo – essendo tutte le cosE che sono sotto il sole non altro che vanità ed afflizione di spirito, sicome per esperienza e scienza conobbe il gran Savio Re Salomone – ed anco in amare Dio.
In queste due azioni principalmente consiste la vera vita spirituale.

Ecco, figliuoli miei cari, che la vita spirituale nel principio pare fastidiosa e malaggevole, ma poi diventa tanto dolce e dilettevole che fa venire in fastidio tutti gli spassi e delizie della carne e del mondo, sicome fanno certissima testimonianza tutti i Santi e i veri Spirituali che sono in questa presente vita.

Pazzi dunque sono tutti coloro che si lasciano burlare dal demonio e dal fallace mondo e non vogliono credere a Cristo, alla sua benedetta Madre e a tanti gloriosi e veraci Santi.


Napoli, 5 novembre 1593. Al Serenissimo Signore Ranuccio Farnese (vol.II, lett. 166, pp. 176-177).

Mi esortate a continuare questo ufficio di scrivervi, il che dimostra che avete fame della parola di Dio. Beata quella benedetta anima che ben gusta e sempre ha fame e appetisce il suo spirituale cibo! Segno è che vive di vita di grazia e desidera mantenbersi in questa spiritual vita, per poter giungere alla suprema vita. Leggendo dunque le mie lettere, piene delle parole del Signore, è segno che l’anima vostra vive di vita diu grazia, gustando e ben digerendo lo spirituale cibo.


Napoli, 5 novembre 1606. Al Signor Giovanbattista David, Duca della Castelluccia (vol.II, lett. 599, p. 607).

Ogni dì prego la sua Divina Maestà per la salute delle vostre anime e che fate tale vita, che siate degni dell’eterna gloria per la quale siete siete stati creati. Tutti siamo forestieri e pellegrini sopra la terra e cittadini del Cielo, sicome dice Re Davide, San Pietro e San Paolo. E noi, vivendo senza mortale peccato e osservando i divini precetti, abbiamo buona speranza di presto salire al Cielo, vedere Dio e godere con gli Angeli.

Attendete dunque ad amare Dio ed insegnate i vostri figliuoli ad amarlo, perché la Divina Bontà abbondantemente provvede a quegli che veramente l’amano e cercano sempre con tutto il cuore. Fuggano i peccati, le pompe e le vanità, e Dio avrà particolare pensiero di loro e niente loro mancherà nella presente vita e poi avranno l’eterna felicità per la quale siamo stati creati.

Chi ama Dio, vive contento perché può saziarlo e non può mai perderlo se egli non vuole. Per questo, con fatti e con parole , insegnate ai vostri figliuoli amare Dio, il quale ne avrá particolare cura in questo mondo e, poi, li condurrà a godere sempre in Cielo, ove è la nostra vera Patria.
 
1 novembre 2007