Novena - Sesto giorno

Novena - Sesto giorno

3 - LETTURA
 
 
 
Dall’odierna Liturgia della Parola:

1 -  Siamo membra gli uni degli altri.

 

2 - Esci per le strade e lungo le siepi e spingi i poveri a entrare perché la mia casa si riempia..


 

Dalle Lettere di Sant’Andrea Avellino:

Napoli, 6 novembre 1592. A Suor Paola Francesca Visconti, Milanese, cappuccina (vol. II, lett. 109, pp. 115-116)

Non dobbiamo spaventarci né disperarci quando più vanno crescendo le tentazioni. E, se ben il Signor permetesse che noi alcuna volta cascassimo – per tenerci bassi ed umili e per imparare la compassione verso gli altri -, non per questo dobbiamo perderci d’animo né tenerci disperati. Ma, con umiltà chiedendo perdono, confidandoci nella Divina Misericordia – che non manca nai di soccorrere ed abbraciare i veri penitenti – con San Pietro piangiamo il nostro errore, con fiducia speriamo la remissione e con animo generoso – confidandoci nel divino aiuto – combattiamo contro i nostri nemici, con speranza di riportarne glorioso trionfo a gloria del Signore che ci ha somministrato le forze di poter vincere tutte le tentazioni.


Napoli, 6 novembre 1592. Alla Signora Beatrice di Morra (vol.II, lett. 119, p. 116).

Spero che voi siate cari a Dio, poiché vi tratta come ha trattato gli eletti suoi, i quali, in questo mondo, sono stati oppressi: chi di povertà, chi d’infermità, chi di persecuzioni e maledizioni, e chi d’ingiurie, vergogne e d’altre varie tribolazioni. Sostenendo con pazienza questi vari travagli, hanno purgato i loro peccati e hanno acquistata l’eterna gloria.

I guai e travagli sono finiti, e la gloria che posseggono al presente non finerà giammai. E però vi essorto a stare allegri, vedendovi tanto amati dal celeste Padre, poiché vi fa simili, in questa vita, al suo Figliuolo, con il quale, spero, che in eterno regnerete. E per questo esempio tutti i cari di Dio, volentieri e con faccia allegra hanno abbraciato ogni tribolazione.


Napoli, 6 novembre 1598. Al Reverendissimo D. Vincenzo del Tufo, Vescovo di Osia (vol.II, lett.330, pp. 345-346).

Prego il Signore che le doni vero lume, che ben conosca il gran peso che tiene sopra le spalle, e che le doni vera fortezza a poter gagliardamente portarlo con salute sua ed anco del suo gregge. Il che le sarà concesso se Ella imparerà dallo stesso Cristo di essere mansueto ed umile di cuore. Così devono essere tutti i Vescovi, Pastori delle anime ricomprate col Sangue prezioso del Figliuolo di Dio.


Napoli, 6 novembre 1605. Al Signor Astorgio Agnese ( vol.II, lett. 553, pp. 575-576).

È più che vero quello che dice il Signore: Multi sunt vocati, pauci vero electi / Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti. Poiché si vede che pochi vogliono camminare per la via stretta della penitenza che ci conduce alla celeste Patria, colma delle vere grandezze, spassi, piaceri, solazzi e contenti, e infiniti sono quelli che, di buon passo, camminano per la via larga delle pompe., solazzi, piaceri e spassi della carne e del mondo, che ci conduce agli eterni tormenti.

Vorrei, figliuoli cari, che tutti voi foste degli eletti che vanno alla celeste Patria, e non dei molti che vanno all’inferno.
Pensate bene a quello che Iddio vi fa intendere per questa muta penna.
 
1 novembre 2007