Novena - Ottavo giorno

Novena - Ottavo giorno

3 - LETTURA
 
 
 
Dall’odierna Liturgia della Parola:

1 - Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.

 

2 - C’è gioia in cielo per un peccatoreche si converte.



Dalle Lettere di Sant’Andrea Avellino:

Napoli, 8 novembre 1591. Al Serenissimo Principe Ranuccio Farnese (vol.II , lett. 76, pp. 76-77).

Ella mi scrive la molta ncessità che ha dell’orazione per la sua persona e per le sue azioni che ha da fare, mi forzerò con maggior istanza pregare il Signore per Vostra Altezza poiché Ella ha tanto lume che ben conosce che da sé niente vale, ma tutta la sua confidenza è posta nel Divino aiuto, e quindi cerca impetrarlo per mezzo dell’onnipotente orazione la quale suele ben spesso costringere Iddio a condescendere ai nostri giusti e santi desideri. E pero spero che Vostra Altezza otterrà molte grazie e favori del Signore, poiché non confisa in sé stesso, ma seguita le vestigia dei valorosi Capitani, eletti da Dio.


Napoli, 8 novembre 1596. Al Reverendissimo D. Benedetto Mandina Vescovo di Caserta (vol.II , lett. 270, p. 286).

Guai a chi serve a Dio con disegni umani, che perde il tempo, le fatiche e l’anima. Serviamo dunque al Signore in semplicità di cuore, e abbiamo gli occhi della mente a quelle due cose che cercò il Figliuolo di Dio in tutte le sue azioni e passione: la gloria dell’Eterno Padre e la salute delle anime. Chi ad altro mira, non potrà vedere la faccia di Dio che non ha cercato in questa vita. Io so che V. S. Reverendissima ad altro non mira. So anco le tentazioni che sono in questa Romana Corte, e chi non sta in cervello presto casca, perché il demonio sta vigilante e non lascia passare senza guadagno ogni minima occasione.

Io l’amo di cuore e desidero la sua vera salute e non le sue vane grandezze; e quanto più piglierà, tanto più debe temere la grave cascata. Se in questo vero timore vivrà, non potrà facilmente cascare, perché gli Angeli saranno pronti alla sua custodia.


Napoli, 8 novembre 1598. Alla Signora Francesca della Noja, Duchessa d’Andria e di Bujano (vol. II, lett. 331, p. 346)

Figlia e Signora mia cara, attenda a sostenere con pazienza e con guadagno le tribolazioni e travagli che, alla giornata, le possono avvenire, perché di questi il mondo è pieno, e non si possono fuggire, ma bisogna con pazienza sostenerli, come ha fatto il Figliuolo di Dio, nostro Capitano, e gli altri cari eletti dell’Eterno Padre, il quale ha maltrattato sempre in questa vita i suoi più cari, per ben purgarli, acciò che, puri e netti di ogni macchia di peccati, felicemente potessero entrare al Cielo a prendere il possesso dell’eterna eredità, apparecchiata ai suoi cari figliuoli, i quali hanno seguito la vita ed abbracciato le passioni di Gesucristo, unigenito Figliuolo di esso Eterno Padre. Allegriamoci dunbque nei travagli e tribolazioni, che ci conducono all’eterne consolazioni.


Napoli, 8 novembre 1602. All’Eccellentissima Sig. D. Isabella Gonzaga, Principessa di Stigliano (vol. II, Lett. 439, p. 471)

Prego dunque V. E. che prenda bene e male dalla pietosa mano di Dio, il quale ben spesso flagella i suoi i suoi più cari figli per ben purgarli acciò, politi e belli, possano entrare al celeste Regno a prendere il possesso dell’eterna eredità, dove nessuno può entrare con una picciola macchia di peccato, se non sarà ben purgato in questa vita.
Chi ama Dio con purità di cuore, vive contento e poi felice muore.


Napoli, 8 novembre 1607. Al Signor Decio Carafa, Nunzio in Spagna (vol II, lett. 631, pp. 630-631)

Vengo a dimostrarle quanto siano pericolose le Prelature, le quali a molti sono state cause dell’eterna dannazione, per lo stretto conto che se ne ha da rendere, e specialmente da quelli che le ambiscono e procurano, essendo noi creati per le vere grandezze del cielo e non per queste vili della terra. Il decoro delle dignità – e specialmente quelle ecclesiastiche – sono le cristiane virtù: l’essere umili, mansueti, pazienti, liberali verso i poveri, casti, prudenti, solleciti in spedire le cause, compassionevoli e ardenti nell’amore di Dio e del prossimo.
1 novembre 2007