Pensieri dalle Opere - prima parte

Pensieri dalle Opere - prima parte

11
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone I. Dì primo di Quaresima”


La Chiesa Santa ha istituito, che in questa mattina si debba dare, e far la Croce colla cenere nel capo dei Cristiani, per dimostrare che siamo soldati di Cristo; e siccome i soldati mondani si segnano coll’insegna del loro Re, quando hanno da combattere, e incominciar qualche battaglia, così noi soldati di Gesù Cristo avendo da combattere per tutta questa Quaresima, anzi per tutto il tempo della vita nostra, perché la vita dell’uomo sopra la terra è una continua battaglia contro i nostri nemici, quali sono la carne, il Mondo, e il Demonio, conoscendo non poter resistere colle proprie forze, ne fortificamo, e armamo col segno, e armatura del nostro Signore, cioè col segno della Santa Croce. .. Vestitevi dell’armatura d’Iddio, acciò possiate stare contro gli agguati, e inganni del Demonio.

Questa santa armatura potemo intendere essere tutte le virtù Cristiane, e etiam l’istesso Cristo; Imperochè colui che si veste di Cristo può stare contro al Demonio, e vincere tutte le sue battaglie, e tentazioni, perché se ci tenta di superbia contrapponiamo l’umiltà di Cristo, qual’essendo Iddio, si fè uomo per servire all’uomo.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 1 , Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

21 febbraio 2007

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10
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone X – Domenica IV dopo l’ottava dell’Epifania”


Forziamoci dunque con pazienza tollerare li mali, che non potemo correggere, conserviamo li buon seme della dottrina cattolica, e delle virtù infuse, acciò come buon frumento siamo riposti nel granaio della celeste gloria, à quale il Signore per sua misericordia ci conduca.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 443 , Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

11 febbraio 2007

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9
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone X – Domenica IV dopo l’ottava dell’Epifania”


Se dunque l Vescovi, e altri Prelati lasciassero tanta ansiosa cura che tengono delle cose temperali, e non dormissero nella cura dell’anime, e dell’onore d’Iddio, non si farebbero tanti mali nella Chiesa di Cristo. E se ciascun Signore vigilasse sopra la custodia de suoi vassalli, tenendoli nel timor d’Iddio, e nell’osservanza delli divini precetti, e così ancora facesse ogni Padre di famiglia nella casa sua: non si farebbero tante brighe, omicidii, furti, biasteme, e altri infiniti mali. E se ciascuno vigilasse sopra la cura di se stesso, non lascerebbe seminare tante tentazioni, e sporchi pensieri nell’anima sua del Demonio.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 440 , Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

04 febbraio 2007

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8
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA ...
Dal “Sermone X – Domenica IV dopo l’ottava dell’Epifania”


Cristo continuamente semina nel cuor nostro il buon seme di tanti desiderii dell’umiltà, povertà, castità, pazienza, mansuetudine, sobrietà, carità, sollecitudine nelle cose spirituali, e d’altre virtù. E il Demonio ci semina le zizzanie della superbia, avarizia, lussuria, e d’altri vizii, e peccati.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 440 , Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

28 gennaio 2007

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7
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone IX – Domenica III dopo l’ottava dell’Epifania”


Si trovano tre generi di morti, primo alcuni sono morti naturalmente, quando l’anima si separa dal corpo ... Alcuni sono morti a Dio, e alla grazia, e vivono al mondo, e al peccato, come sono tutti gli infedeli di nome, e etiam li peccatori fedeli di nome. Alcuni sono morti al mondo, e al peccato, e vivono a Cristo … E di questa santa morte sono morti tutti li veri, e buoni religiosi, e altri ch’hanno lasciato da vero il mondo. Felici morti, che sempre a Cristo vivranno.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 435 , Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

21 gennaio 2007

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6
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone IX – Domenica III dopo l’ottava dell’Epifania”


Deh quanti sono di quelli, che con superbia, e cupidità seguono Cristo, facendosi Clerici, non per servire à Dio, ma per avere grossi, e grassi beneficii, e per farli grandi col patrimonio di Cristo? La cosa è manifesta.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 435 , Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

16 gennaio 2007

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5
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone VII – Domenica I dopo l’Epifania”


Ah miseri tempi nostri, che matrimonii si fanno? non si cercano molto li buoni costumi, e se si vive cristianamente, ma solamente le bellezze del corpo, le ricchezze, e nobiltà esteriori, e non si cerca se c’è la bellezza dell’anima, e della fede, né la ricchezza, e nobiltà delle virtù, e però non c’è presente Maria, cioè la castità, ma tutt’è libidine, né c’è Gesù, cioè una santa congiunzione, e concordia d’animo, ma infinite discordie tra li suoceri, e generi, e nore, e tra li sposi, e spose: e però non ci sono li discepoli, cioè li buoni, e modesti figli. ecco li infelici matrimoni de nostri tempi.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 423-424, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

14 gennaio 2007

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4
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone VI – Domenica tra l’ottava dell’Epifania”


Gesù non si trova nelle piazze, nelle taverne, nelli giuochi, nelle commedie, nelle corti, nelli banchi, e nelli luoghi profani, e nefandi, ma nel tempio, nel luogo divoto d’orazione. Impariamo dunque tutti, e specialmente voi giovani, e figlioli, impariamo dico trovar Gesù nelli luoghi pii, e divoti, e tra li sacri dottori, i quali ragionano della scrittura sacra.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 418 - Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

13 gennaio 2007
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3
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone VI – Domenica tra l’ottava dell’Epifania”


Ecco la prima cosa che dovemo fare avanti che celebriamo la festa, cioè dovemo ascendere, elevando la mente nostra dalle cose terrene alle cose celesti, nelle quali consiste la nostra vera e eterna felicità, quella desiderando: se questo faremo, diventeremo Maria, cioè illuminati, e Giuseppe, cioè accresciuti di grazia, e così potremo davvero contemplare li benefici del Signore nostro.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 416 - Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

10 gennaio 2007
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2
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone VI – Domenica tra l’ottava dell’Epifania”


Quando aspettiamo alcuna grande solennità, ogn’un che può s’apparecchia nuove, e pompose vesti, per adornare il corpo, e apparir bello, superbo, e altiero (a questo attendono più le donne), e non curano adornare l’anima di virtù.
Apparecchiano assai, buoni, e delicati cibi per poter soddisfare la gola, e alla lussuria, e non s’apparecchiano alla confessione, comunione, e all’orazione, e alla parola del Signore per cibare, e ingrassare l’anima. Sono queste di Cristo e de’ Santi? Nò, ma sono di Venere, di Bacco, e del Demonio, nelle quali, quanti altri mali si facciano, per onestà vò tacerli.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 416 - Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

07 gennaio 2007

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1
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone V – Domenica tra l’ottava della natività del Signore”


Così Iddio avendo fatto una cosa stupenda, e meravigliosa sopra ogni meraviglia, che per amor dell’uomo, inutile, e ingrato servo, mandò il suo Unigenito Figliuolo, e volle che da Dio si facesse uomo (non però lasciando la sua divinità), da Signore prendesse la forma di servo, da immortale diventasse mortale, e sottoposto a tutte le umane miserie (fuorché al peccato). Aggiungendo ancora a questa meraviglia, un’altra meraviglia, cioè che la sua gloriosa Madre avanti il parto, nel parto, e dopo il parto restasse sempre Vergine, e a questo aggiungendo un’altra cosa stupenda (anzi molte altre), cioè che nascendo figliuolino, piangendo in tanta povertà, umiltà e miseria (più di tutti gli altri che sono nel mondo nati in miseria) illumina la notte, come il dì.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali …, tomo III, pag. 407 - Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

24 dicembre 2006

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