Pensieri dalle opere - quarta parte

Pensieri dalle opere - quarta parte

Sant'Andrea Avellino morente. Chiesa di S. Maria delle Grazie di Pozzuoli


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SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XIX. Domenica I, dopo Pasqua”


Beati dunque saremo, se con viva fede crederemo in Cristo, imitandolo nelle sue azioni, e osservando quel tanto ch’egli ha comandato; e seguendolo nelle tribolazioni, lo seguiremo ancora nelle consolazioni della celeste gloria, quale ci conceda egli che vive, e regna col Padre, e Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 495, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

15 aprile 2007

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41
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XIV. Primo nel dì della Resurrezione”


O Cristiano allegrati nel tuo Signore, e non gli esser ingrato di tanti beneficii, no’l contristar con tuoi peccati, essendo egli causa della tua letizia, ma vivi talmente in questo mondo, che possi regnar con lui nell’eterna gloria

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 470, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

08 aprile 2007

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40
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XLV. Della Passione del Signore – Seconda introductio”


O Cristiano pensa quanto era grande quel dolore, e quanto dovea esser acerbissima quella passione, per la cui considerazione il Signore sudò sangue, pensa che il tuo peccato dona tanta pena al tuo Signore, abbine compassione, e non più peccare.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 351, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

07 aprile 2007

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39
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XLV. Della Passione del Signore – Seconda introductio”


Chi vuole dunque dalla passione del Signore consolazione sentire, gli bisogna, che dispregia ogni piacer umano.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 340, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

07 aprile 2007

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38
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XLV. Della Passione del Signore – Seconda introductio”


Considera peccatore, che tutte le creature mostrano segno di dolore per la morte del Salvatore, il Sole, s’oscura, la terra si move, le pietre si spezzano, il velo del tempio per tutto si squarcia, le sepolture si aprono, solamente il cuor tuo stà duro.
Ecco Cristo tuo per te flagellato, per te spine coronato, per te schernito, per te crocifisso, per te da tutti schernito, e di fele, e aceto abbeverato, per te finalmente spassionato, e morto, per dar la vita eterna à peccatori.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 378, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

06 aprile 2007

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37
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XLIV. Feria II. Dopo la Domenica delle Palme, dì quarantunesimo di Quaresima”


Dovete notare che il vero amante non si discorda mai della persona amata. Talchè, se per avventura un onesto giovane in alcuna occasione vedrà una bella, onesta, e casta donna piena di grazia, e di virtù,e s’innammora di lei, desiderando con onesti mezzi averla per sua sposa; benché l’occasione passa, nondimeno l’amor conceputo resta nel cuor di quel modesto giovine, e benché si parta del cospetto di quella donna, l’amor stà fisso nell’animo di quello, e se mangia, se beve, se cammina, se stà fermo, in ogn’atto se gli rappresenta la bellezza, la venustà, e la virtù di quella donna.
Non altrimenti dovrebbe accascare à noi, quali conosciuta la bellezza, la grazia, la mansuetudine, e tant’altri doni, e virtù, che sono in Gesù Cristo, dovessimo essere talmente innamorati di quello, che benché questi giorni (nelli quali per tante prediche, orazioni, e inspirazioni ch’Iddio ci ha concesse, havemo più conosciuto Cristo) passassero, nondimeno finite le feste di Pasca, in ogni tempo, in ogni luogo, e in ogni nostra azione sempre dovessimo tenere avanti gli occhi del cuore questa gioia, bellezza, e grazia del Signore, e cercar di presentargli prima le nostre bone cogitazioni, ch’egli c’inspira; secondo, le nostre orazioni, e oneste parole, ; terzo, le nostre operazioni; quarto, tutto quello ch’avemo, e anche tutta la vita nostra corporale, e spirituale, ponendola in suo arbitrio, che la spenda, e che ne faccia quello ch’è il suo beneplacito …

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 323-324, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

02 aprile 2007

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36
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XLIII. Domenica delle Palme. Dì quarantesimo di Quaresima”


La prima miseria del peccatore è la bestialità, imperochè il peccatore è compareggiato à gli animali bruti …
La seconda miseria del peccatore è perdere la libertà, e da figlio d’Iddio diventar schiavo del Demonio ….
La terza miseria è che il peccatore partorice col suo mal’esempio altri peccatori soggetti al peso della servitù del Demonio.
E questa cosa è manifesta, ch’un peccatore è causa di molti peccatori, e specialmente se il peccatore è grande in dignità, ò in dottrina mondana, ò è Religioso, ò Predicatore. Deh quanti per gli esempii de grandi ne periscono?

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pag. 317, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

1 aprile 2007

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35
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XXVIII. Dopo la Domenica III. Dì venticinquesimo di Quaresima”


Per tale vizio [lussuria] sono state rovinate tante famiglie, e casate, siccome ogni dì se ne vede l’esperientia, lungo sarebbe dire li mali da ciò causati.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 203, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

17 marzo 2007

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34
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XXVII. Dopo la Domenica III. Dì ventiquattresimo di Quaresima”


Certamente il peccatore non ha intelletto, ma dall’errore è guidato, ponendo il fine suo nelle creature, e non nel Creatore, essendo tutto intento alle comodità fallaci del Mondo.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 198, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

16 marzo 2007

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33
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XXVI. Dopo la Domenica III. Dì ventitreesimo di Quaresima”


Quantunque il Signore abbia solamente comandato che si debba amare Iddio, e’l prossimo, e non abbia detto espressamente che l’uomo ami se stesso, nondimeno dicendo che l’uomo deve amare il prossimo come se stesso, tacitamente ha comandato, che ciascuno ami se stesso, dal qual’amore prende la similitudine l’amor del prossimo.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 186, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

15 marzo 2007

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SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XXV. Dopo la Domenica III. Dì ventiduesimo di Quaresima”


La perfetta carità, fa molte cose essere lecite, quali per se considerate, e secondo la legge sarebbero illecite, così la invidia, e la mala intenzione fa illecite quelle cose, quali per se stesse sarebbero lecite.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 179, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

14 marzo 2007

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SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XXIV. Dopo la Domenica III. Dì ventunesimo di Quaresima”


Di tutte le creature nulla è più prona, e più facile al peccare, che l’uomo, quale spesso spesso erra, e devia dal suo fine.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 173, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

13 marzo 2007

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30
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XXIII. Dopo la Domenica III. Dì ventesimo di Quaresima”


Sichè se noi volemo vedere miracoli nella nostra giustificazione, abbiamo fede, che tutti li vizii nostri sono niente, compareggiandoli alla grazia d’Iddio, e più vi pare difficile levarvi dal peccato, tanto più conoscerete essere grande la grazia del Signore.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 169, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

12 marzo 2007

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29
SANT’ANDREA AVELLINO SCRIVEVA …
Dal “Sermone XXII. Domenica III, dì diciannovesimo di Quaresima”


Preghiamo dunque il Signore che si voglia avvicinare alli cuori nostri colla grazia sua, e si degni di scacciare li Demonii, cioè li peccati. E così noi che semo stati muti, sordi, e ciechi parleremo, udiremo, e vedremo tutto quello che sarà grato al Signore. E quando noi giustificati incominceremo a parlare in lode, e gloria del Signore, le turbe, cioè le potenze dell’animo, e anche le turbe, cioè le genti, quali prima sapevano la nostra mala consuetudine, si meraviglieranno della nostra santa conversione.

Tratta da Sermoni quaresimali, et annuali ..., tomo III, pagg. 163, Napoli, 1733 – Nella Stamperia di Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale.

11 marzo 2007