L'enfant prodige nella cappella di sant'Andrea

L'enfant prodige nella cappella di sant'Andrea

 

 

 

 

 

 

La pro-loco di Castronuovo di Sant’Andrea, come avviene dal 1995, anche per quest’anno ha organizzato, in alcune chiese del paese e nelle antiche stalle del rione Catuna, un’esposizione di presepi d’artista, appositamente realizzati in occasione delle feste natalizie, e accompagnati da un volumetto, pubblicato dalle Edizioni della Cometa di Roma.

Quest’anno, gli artisti prescelti sono: Claudio Palmieri, che ha creato in acciaio e ceramica Il Presepe Celeste, allestito in S. Maria della Stella; Saverio Todaro, che ha dato forma a un originale presepe in gesso, legno e acciaio, denominato l’Enfant Prodige, ospitato nella Cappella-Casa natale di S. Andrea Avellino, in occasione del IV centenario del transito al Cielo (1608-2008).

 

Suggestivo è quest’ultimo presepe ospitato nella cappella di sant’Andrea Avellino, luogo in cui, probabilmente, nacque il Santo. Enfant prodige vuole essere anche una celebrazione della vita prodigiosa, sin dall’infanzia, del santo castronovese.

Può la rappresentazione di un avvenimento misterioso risolversi come il silenzio e la concentrazione di una partita a scacchi in cui è stata scelta la centralità del Fanciullo quale unica possibile soluzione delle tante mosse fissate dalle sacre scritture e dalle successive leggende?

Messo di fronte all’interrogativo che ha provocato, all’iconografia esistente e alla trasposizione metaforica che ne deriva, Todaro non si spaventa. Evita, immediatamente, di fare del Fanciullo un attributo: non è retto tra le braccia della madre (la Regina) o su un libro, non è riscaldato dal bue (la Torre) e dall’asino (l’altra Torre), non è vigilato da San Giuseppe (il Pedone), non è adorato dai Re Maghi (gli eterni Pedoni con la sfera di cristallo) e dai pastori (anch’essi Pedoni, senza gregge), non è trasportato sulle spalle, non giace sulla culla o in un cesto, non nasce dal tronco di un albero, non allatta dal seno della Vergine, di una capra o di una lupa, non è abbandonato sul terreno per essere ritrovato da alcuni pastori. Si erge, già adulto ma con il cordone ombelicale appena strappato in evidenza. Subito in movimento, è segnato, come la Madre, dagli spilloni che fanno corona sulla testa da vecchio. Ha gli occhi chiusi, e la bocca contratta in una smorfia che ricorda quella sulla croce prima dell’ultimo respiro.

Ne deriva un’atmosfera  di magia, non di fiaba, attraversata da un’inquietudine resa più intensa dai colori lividi dei personaggi proiettati di peso in un’altra dimensione dove la quotidianità della vita diventa un miracolo avventuroso, senza confini, e l’enfant prodige ci restituisce l’universo di un’infanzia perduta.

 

Nelle antiche stalle del Rione Catuna che, in alternanza col Rione Manca e il Rione Trappeto, si dispongono per l’appuntamento che si ripete dal 1995, sarà possibile ammirare la seconda parte della collezione dei presepi di tutto il mondo messi insieme da Vanni Scheiwiller, l’editore milanese che in questo lembo di Lucania scese più volte con Giovanni Pugliese Carratelli, Carlo Belli, Libero De Libero, Mino Maccari, Fausto Melotti, Pietro Consagra, Leonardo Sinisgalli.

 

L’inaugurazione ci sarà mercoledì 12 dicembre alle ore 17.

I presepi rimarranno esposti fino al 7 gennaio 2008 con i seguenti orari: 16,00  -  21,00

Per visite e appuntamenti telefonare al n. 0973 / 835484 / 3405674292.

 

11 dicembre 2007