Trattato della Speranza

Trattato della Speranza

Incisione tratta dall’edizione del 1670 del Trattato della Speranza e del timore di sant’Andrea Avellino.
 
 
 
 
 
 
 

Mercoledì 20 agosto 2008, alle ore 18,30 a Castronuovo di S. Andrea, in Piazza Castello, nell’ambito delle manifestazioni per il IV Centenario del transito al Cielo di S. Andrea Avellino, verrà presentato il Trattato della Speranza, opera di sant’Andrea Avellino che non veniva pubblicato dal 1851.

Sollecitato e sostenuto dall’avv. Paolo Appella, il Trattato della Speranza, è stato stampato a Roma dalle Edizioni della Cometa che, in questi ultimi anni, anche in preparazione del  Centenario, dopo le lettere a S. Carlo Borromeo, il Compendio della vita di S. Andrea Avellino di Olimpio du Marché (un testo del 1713 tradotto e commentato da Nicola Vita), Sant’Andrea Avellino scrittore di L. Ruiz de Cardenas, ha pubblicato, a cura di padre Bartolomeo Mas, la fondamentale Bibliografia di S. Andrea Avellino che, dal 1636 al 2007, ripercorre il vasto interesse suscitato dal Santo attraverso i secoli.

Il Trattato della Speranza, apparso per la prima volta a Napoli nel 1670 (sessantadue anni dopo la morte del Santo), congiuntamente al Trattato del Timore, è composto di un proemio e di venti capitoli che trattano “la speranza”.

 

L’introduzione al Trattato della Speranza è di padre Valentino Arteaga, Preposito Generale dei Chierici Regolari Teatini, autore, nel 2005, della biografia sul Santo El cielo està siempre màs alto”, in lingua spagnola e, da poco, tradotta in portoghese e pubblicata in Brasile.

Valentin Arteaga intitola la sua introduzione Sant’Andrea e le ragioni della speranza e pone il libro dello scrittore ascetico lucano come il primo passo di un lungo cammino lungo la strada del “ricominciamento”. Infatti, in un mondo tentato dalla disperazione, carico di incertezze, di crisi di valori, di divisioni profonde, di tormenti, d’inquietudini, S. Andrea si fa pellegrino della speranza, la rigenera nel cuore di ognuno di noi additandocela come dignità dell’uomo, tesoro dei poveri, appoggio dei fragili, lampada dei ciechi, allegria quotidiana dei bambini. La speranza, conclude produce l’amore.

 

Una vera novità, poi, è il commento del libro, affidato a Il Portico del Mistero della Seconda Virtù di Charles Péguy, uno dei più grandi poeti della tradizione cattolica francese, nato a Orléans nel 1873 e morto a Villeroy nel 1914.

A Castronuovo, coordinati da Mario Trufelli, parleranno del Trattato della Speranza, Paolo Appella, Valentino Arteaga, Vincenzo Cosenza, autore nel 2006 del volume pubblicato dalle Edizioni San Paolo, Lancillotto Avellino. L’avventura di una vita senza compromessi, e, per le Edizioni della Cometa, Giuseppe Appella.

La serata, organizzata dalla Pro Loco di Castronuovo, si concluderà con “Il Ferris’s Brass” che eseguirà musiche di Charpentier, Bach, Mozart, Gershwin, Rota, Pearson, Joplin, Waller, Piovani.

Per informazioni:  telefonare alla pro-loco al  n. 0973 / 835484 / 3405674292.

 

16 agosto 2008