Piazza Armerina festeggia

Piazza Armerina festeggia

Nicola Arbia e la dottoressa del carcere scoprono il dipinto.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Lunedì 17 novembre, alle ore 17, nella Sala conferenze del Museo Diocesano di Piazza Armerina (EN), è stato presentato il restauro di un quadro dedicato a sant’Andrea Avellino, durante un convegno intitolato S. Andrea Avellino, un quadro e un santo ritrovati.

La presentazione è avvenuta proprio l’ultimo giorno dell’ottavario dei festeggiamenti per la ricorrenza del IV centenario del transito al Cielo del Santo.

 

Erano presenti S. E. Mons. Michele Pennisi e il prof. Fausto Carmelo Nigrelli, sindaco di Piazza Armerina, che hanno salutato gli oratori e i numerosi partecipanti.

 

L’incontro di oggi ci aiuta a fare memoria della presenza dei Teatini a Piazza e dell’influsso che essi hanno avuto nella storia religiosa , culturale, artistica e civile di questa città. Della presenza dei Teatini – ha detto S.E. Mons. Pennisi  è rimasto un ricordo storico grazie agli studio del generale Litterio Villari, mentre la devozione ai santi teatini è scemata fino quasi a scomparire.

 

Ho voluto dare un segnale sulla necessità di procedere sistematicamente al restauro delle opere d’arte della città, dice il prof. Nigrelli. Il restauro di questo quadro è importante per una serie di motivi. Sant’Andrea d’Avellino è il secondo santo protettore di Piazza. Riscoprire la sua figura significa anche ricostruire la nostra identità di cittadini piazzesi. Poi – continua il sindaco – nel dipinto restaurato è presente la seconda più antica visione della città risalente al 1625. Spero – conclude Nigrelli - di finanziare il prossimo anno un altro restauro. Quello del quadro dei Cappuccini realizzato da Paolo Piazza, un artista che si muoveva tra Roma ed il Veneto nei primi del 600.

 

Il Vescovo, S. E. Michele Pennisi, si augura che il restauro del quadro possa far accrescere la devozione verso il Santo. “Fino a quando c’erano i padri Teatini – dice S. E. Pennisi – la devozione verso Sant’Andrea Avellino e San Gaetano era forte. Poi i Teatini sono andati via e la Chiesa è stata chiusa. Ci auguriamo che anche la chiesa dei Teatini possa tornare ad essere adibita al culto ed affidata alla diocesi”.

 

Dopo i saluti, hanno invitato una dottoressa del carcere, responsabile del progetto di reinserimento che utilizza la pittura, e me, a scoprire la bella tela restaurata e renderla fruibile al pubblico.

 

Quindi, dopo una mia breve relazione sull’evento, hanno parlato:

 

Salvatore Attardo – Preposito della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini di Palermo

L’Ordine dei Teatini e la sua presenza in Sicilia

 

Marco Rosario Nobile – Università di Palermo

L’architettura dei Teatini in Sicilia

 

Filippo Acquachiara – Università Popolare del Tempo Libero “I. Nigrelli” di Piazza Armerina

I Teatini a Piazza

 

Gioacchino Barbera – Museo Regionale di Messina

Considerazioni sul dipinto ritrovato

 

L’ultimo intervento è stato quello di padre Gaetano Rossell, C. R., Segretario e Procuratore Generale dei Chierici Regolari Teatini, che, dopo aver ringraziato il Vescovo e il Sindaco per l’invito rivoltogli, ha voluto rendere omaggio alla terra dei Saetta, famiglia alla quale appartenevano due fratelli: Gaetano (teatino) e Saverio (gesuita).

Padre Gaetano evidenzia che proprio grazie a Saverio, missionario nel Messico, e qui assassinato dai Pima nel 1695, per cui i gesuiti gli diedero il titolo di martire, oggi sappiamo qualcosa della devozione a San Gaetano in quelle vastissime terre della Nuova Spagna.

Inoltre, mette in luce che questo evento gli consente di venerare il Santo di Castronuovo di Potenza (Basilicata), nella terra di Piazza Armerina che lo elesse suo Patrono sin dal 1626, prima che il Papa Urbano VIII proibisse di eleggere santi non ancora canonizzati come patroni di un luogo.

Durante il suo intervento ha voluto anche ricordare il padre Emanuele Calascibetta, autore della prima biografia in lingua spagnuola di San Gaetano.

 

Alla fine, dopo che l’arch. Giuseppe Incaglio ha presentato il catalogo della mostra Recuperi e restituzioni – Acquisizioni e restauri nella Diocesi di Piazza Armerina, è stato proiettato il documentario Sant’Andrea Avellino da me realizzato.

 

 

Durante la permanenza a Piazza Armerina è stato possibile visitare i luoghi teatini e le opere provenienti dalla chiesa teatina di S. Lorenzo, attualmente chiusa e in attesa di essere restaurata. Guida particolare è stato Mons. Giuseppe Paci, direttore del Museo Diocesano di Piazza Armerina, che ha permesso una particolareggiata visita alle opere presenti nel museo, provenienti sia da recuperi effettuati dal Comando Operativo di Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Palermo sia da restauri.

 

Inoltre, è stato possibile, con la collaborazione di Angelo Mela, direttore della Biblioteca Comunale di Piazza Armerina, visitare la biblioteca e poter vedere e studiare la lapide su pietra, del 1732, che ricorda come sant’Andrea Avellino fu eletto patrono delle due Sicilie.

 

Sono stati creati i presupposti per una collaborazione reciproca finalizzata a conoscere quei tasselli di storia legati al culto del Santo Teatino.

Con tutti i piazzesi si è creato, da subito, un ottimo rapporto, forse nel segno di sant’Andrea Avellino ritrovato.

 

 

 

 

Nicola Arbia

 

13 novembre 2008

 
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Di seguito viene riportato il mio intervento al convegno:

 

 

 

Museo Diocesiano – Sala conferenze

Piazza Armerina – lunedì 17 novembre 2008

 

Nicola Arbia

 

Buonasera a tutti.

Ringrazio il Vescovo, S. E. Mons. Michele Pennisi e il prof. Fausto Carmelo Nigrelli, Sindaco di Piazza Armerina per avermi invitato alla presentazione del restauro del quadro Sant’Andrea Avellino che intercede presso la Madonna delle Vittorie.

Sono contento di essere qui sia come ideatore e curatore dell’unico portale su sant’Andrea Avellino, che ha avuto l’alto patronato del Preposito Generale dei Chierici Regolari Teatini, sia come castronovese, essendo nato nello stesso paese del Santo.

 

La figura di sant’Andrea Avellino qualche anno fa venne descritta in questo modo dal giornalista cattolico Vittorio Messori:

un tempo tra i più venerati, è diventato un santo disoccupato”.

Agli inizi del 2004, per un senso di debito verso il mio illustre concittadino, per contribuire a cambiare il suo stato di disoccupazione, decisi di utilizzare le moderne tecnologie per diffondere il suo pensiero. Nel febbraio del 2004, da Pozzuoli, dove vivo da quarant’anni, misi on line il portale che aveva lo scopo di:

-        essere un centro virtuale di aggregazione nel nome di Sant'Andrea Avellino e aprire un canale comunicativo con tutti coloro che, pur vivendo lontano dai luoghi in cui il Santo è nato e ha svolto il suo apostolato, sono a lui legati

-        censire e coinvolgere le scuole a lui intitolate; le parrocchie che hanno chiese a lui dedicate e le comunità che, per onorarlo, gli hanno dedicato una strada o che lo hanno eletto patrono o protettore delle loro città

-        lavorare per preparare il IV centenario del suo transito al Cielo

-        raccogliere e divulgare documenti sul Santo.



La mia presenza qui dimostra che ha funzionato sicuramente come centro di aggregazione. Infatti lo scorso 12 agosto, appena diffusa la notizia che il Comune di Piazza Armerina avrebbe finanziato il restauro del quadro, mi misi in contatto con il prof. Nigrelli e, con lo scambio di notizie, creammo i presupposti per questa mia presenza e per la presenza di padre Gaetano Rossell, Segretario e Procuratore Generale dell’Ordine, che interverrà in seguito.

 

Con il supporto di alcuni miei amici nell’ultimo anno siamo riusciti a realizzare, senza fondi, a nostre spese:

-        due Concerti per sant’Andrea Avellino,  uno tenuto il 9 agosto 2007 nella Chiesa Madre del paese natale del Santo e il secondo lo scorso 9 novembre nella Basilica napoletana di San Paolo Maggiore, dove si conservano le spoglie del Santo. Sono state eseguite musiche inedite del Settecento e dell’Ottocento, scritte per il Santo da compositori dell’epoca e da me ritrovate in bvarie biblioteche e conservatori di musica, rese più solenni dalle voci di affermati cantanti. Un attore-musicista ha letto alcuni pensieri del Santo, la narrazione di uno dei tre miracoli approvati nel processo di canonizzazione (la resurrezione di un bambino castronovese di tre anni) e il racconto di quanto avvenne nella Basilica di San Paolo Maggiore subito dopo la morte. Alla fine ha recitato una preghiera scritta da sant’Andrea Avellino (pubblicata nel quarto volume delle Opere varie del Santo), sulle note di Sogno, del maestro Giuseppe Carannante, direttore dell’Orchestra che dal 9 novembre si chiama Orchestra da camera “Sant’Andrea Avellino”

-        un documentario, che vedremo alla fine della serata, l’unico sulla vita del Santo e che ha come colonna sonora le musiche eseguite durante i concerti, scritte per il Santo.

Inoltre, in occasione della ricorrenza del IV centenario, abbiamo realizzato due cartoline, una per il paese natale e una per Napoli, sulle quali è stato fatto l’annullo filatelico.

 

Molto bello è il titolo che avete dato a questa presentazione: S. Andrea Avellino, un quadro e un santo ritrovati.

Il restauro è stato fatto proprio in occasione della ricorrenza del IV centenario del transito al Cielo del Santo e la città di Piazza Armerina, che lo elesse come suo patrono, sin dall’aprile del 1626, ritrova questo Santo e il legame con lui.

D’altro canto il legame è ben sintetizzato proprio dal quadro: sant’Andrea Avellino  intercede presso la Madonna delle Vittorie per la città di Piazza. Lui chiamava la Madonna, faccendiera del Paradiso, perché ella di continuo si adopera a beneficio di tutti.

Nel quadro è interessante la rappresentazione, nella parte bassa a destra, della  vostra città come era quattrocento anni fa.

Rappresentazioni simili si trovano in un quadro realizzato circa cinquant’anni fa sul soffitto della Chiesa Madre di Castronuovo di Sant’Andrea: il Santo che protegge il paese così com’era all’epoca; e una statua custodita nella Cattedrale di Capua, dove il Santo ne è patrono, con la rappresentazione, nella parte bassa, della Piazza dei Giudici, avente al centro la Chiesa di S. Eligio, all’epoca gestita dai padri teatini.

 

A Piazza Armerina avvennero numerosi miracoli attribuiti al Santo, tanto che, nel gennaio del 1618, qui fu aperto un processo sulla portata e valore dei miracoli in ordine alla sua futura canonizzazione.

Tra i teatini che vissero nella Casa di Piazza ci sono stati alcuni discepoli di sant’Andrea Avellino (i padri Salvatore Ferrari, Andrea Levato, Andrea Xarava) e anche padre Francesco Fasano, che lo assistette nelle ultime ore del suo viaggio terreno.

 

Il 10 novembre 1626, anno della elezione a patrono di Piazza, la festa in suo onore fu celebrata, come descrive il padre Giovanni Antonio Cagiano nel libro Successi maravigliosi della veneratione del B. Andrea Avellino, stampato in Napoli nel 1627: 

 

con grandissima pompa, e apparato nella nostra Chiesa di S. Lorenzo, e con solenne processione venne trasferita la santa reliquia di lui.

S’adornò la Chiesa di sontuosi paramenti, e il soffitto fu colorato a somiglianza di cielo con moltitudine di Serafini.

Nell’altare maggiore, dove doveva  collocarsi la statua del Beato, si fece un ornamento bellissimo, nel quale fingendosi un paradiso con diversi personaggi, e Angeli, con bella invenzione veniva la statua del Beato elevata in quello, che pareva fosse trasportata in paradiso, era l’altare anche ornato di molti candelieri d’argento, e vasi con fiori con il suo pallio di ricco broccato d’oro.

 

Questa solennità durò quattro giorni incominciando dal sabato 6 novembre fino al 10 novembre giorno natale del santo, con tutte le campane della città che suonavano a festa.

 

Grazie.