Felice Matteucci nell’oratorio sant’Andrea Avellino

Felice Matteucci nell’oratorio sant’Andrea Avellino

La cappella sant’Andrea Avellino nella villa Montalvo di Campi di Bisenzio (Firenze).
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Felice Matteucci nell’oratorio sant’Andrea Avellino

 

Il portale ufficiale della Toscana (http://www.intoscana.it), il 30 gennaio 2009 ha riportato la seguente notizia:

 

Felice Matteucci e lo scippo del motore a scoppio di Otto e Laugen

 

Le ultime delusioni dell’ingegnere fiorentino e la sua mesta scomparsa


Dopo la morte di padre Eugenio Barsanti e il fallimento della Società del Nuovo Motore, Felice Matteucci ebbe un’altra cocente delusione: nel 1867 giunse da Parigi la notizia che due ingegneri prussiani Otto e Laugen avevano realizzato un motore a scoppio, riprendendo chiaramente i progetti di Barsanti e Matteucci e ottenendo un prestigioso riconoscimento pubblico.

Era chiaro come ormai nessuno tenesse più in conto il lavoro svolto dai due scienziati italiani. Da parte sua, Felice Matteucci, deluso e amareggiato, rinunciò agli studi di meccanica, ritornando al vecchio amore per l’ingegneria idraulica e studiando le soluzioni per salvaguardare la splendida villa alla Marina dalle continue inondazioni del Bisenzio.

Matteucci scomparve nel 1887 e venne tumulato nell’oratorio di S. Andrea Avellino all’interno della stessa dimora campigiana.

Gli ultimi anni di vita dello scienziato furono funestati da un terribile esaurimento nervoso: l’ossessione del motore a scoppio, la consapevolezza di aver fatto una scoperta che avrebbe rivoluzionato la mobilità negli anni successivi senza poterne godere i frutti e soprattutto l’amarezza per i mancati riconoscimenti, furono il triste epilogo di una vita votata alla scienza e alla ricerca.

Il genius loci dei toscani era stato sconfitto. La strada del riscatto per i nipoti di Leonardo e Galileo, come dimostrò la vicenda di Barsanti e Matteucci, era ancora tutta da percorrere.


30.01.2009

 

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Quindi, questo grande scienziato riposa nella cappella dedicata a sant’Andrea Avellino.

Essa risale al 1719, pochi anni dopo la canonizzazione del Santo, e, nel 1760,  ad opera di don Ferdinando Montalvo venne ristrutturata e ampliata, fino a diventare la cappella di famiglia.

Sin dal 1570 Villa Montalvo era stata la residenza dei discendenti del nobile spagnolo di Ramirez de Montalvo. Ciò durò fino al 1838, quando la linea maschile della famiglia si estinse e l'ultima discendente dei Montalvo, Giulia, sposò un giovane ingegnere lucchese, Felice Matteucci, che doveva poi inventare il motore a scoppio assieme ad Eugenio Barsanti.

Ecco perché le spoglie di Matteucci riposano nella cappella della Villa Montalvo, dedicata al Santo teatino.

Oggi la Villa ospita la biblioteca comunale, l'Archivio Storico del Comune di Campi di Bisenzio ed alcuni uffici municipali, e viene spesso utilizzata, in eventi importanti, come sede di rappresentanza del Comune.

 

02 febbraio 2009