Quadri (località con iniziali da A a M)

Quadri (località con iniziali da A a M)

Sant’Andrea Avellino in un quadro esposto nella Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Lateranense di Roma.
 
 
 
 
 
 
 
 

QUADRI DEDICATI A S. ANDREA AVELLINO


- ACIREALE - BASILICA DEI SS. PIETRO E PAOLO

La basilica dei SS. Pietro e Paolo, fu costruita nel corso del XVII secolo, su progetto di Pietro Paolo Vasta. L'interno, che fu danneggiato da un terremoto del 1693, venne rifatto agli inizi dell'800 in stile neoclassico. Alle pareti del coro vi sono affreschi del seicento, tra le tele ricordiamo il "S. Andrea Avellino" di Pietro Paolo Vasta.

- AFFILE (ROMA) - CHIESA DI SANTA FELICITA

La chiesa arcipretale è dedicata alla protettrice Santa Felicita. Nell’altare maggiore il cav. Ranucci vi dipinse il martirio di Santa Felicita. I quadri di S. Andrea Avellino e della Deposizione dalla Croce di Federico Marini, sono qualificati mediocri da G. Moroni, nel Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica, Venezia, Tipografia Emiliana, 1857, vol. LXX, pp. 211-213.


- AVELLINO - PARROCCHIA S. MARIA ASSUNTA, CATTEDRALE

Sul braccio destro del transetto un quadro (a sinistra) raffigura Sant’Andrea Avellino, teatino, che mentre celebra la messa vede l'ostia trasformarsi nel Bambino Gesù, vivo nelle braccia della Madonna.

L'abside di fronte alla navata di sinistra, oggi viene indicata come la «Cappella del Santissimo», ma in passato come «Cappella di S. Modestino» e prima ancora « Cappella del tesoro» perché conservava i corpi dei santi protettori della città, quasi tutti inclusi in imbusti di argento. Al tempo della Repubblica Partenopea nel 1799 furono portati via quasi tutti, eccettuati quelli di S. Modestino, protettore principale, e quello di S. Lorenzo. I nomi degli altri dodici (oggi inesistenti) erano: Fiorentino - Flaviano - Gennaro - Anna - Biagio - Carlo Borromeo - Filippo Neri - Gaetano da Thiene - Andrea Avellino - Apollonia - Francesco Saverio - S. Giuseppe. Ciò motiva la la presenza delle immagini di alcuni santi nei quadri della cattedrale.

Nella cappella sono raccolti due quadri di ridotte dimensioni: quello di sinistra ricorda la predicazione di S. Gaetano da Thiene ed è opera di Giuseppe Simonelli.


Nel passato in Duomo ogni anno, il 10 giugno, veniva celebrato il sinodo diocesano e in città si svolgeva una grande fiera. Alla vigilia della festa si rievocava la traslazione delle reliquie del Patrono con una solenne processione fino alla Chiesa di S. Carlo al Largo ( sull'area dell'attuale palazzo Sarchiola all'inizio del corso), con i busti dei Santi Modestino, Fiorentino, Flaviano, Gennaro, Lorenzo, Anna, Biagio, Carlo Borromeo, Filippo Neri, Gaetano da Thiene, Andrea Avellino e Apollonia. Conclusa la veglia notturna nella stessa Chiesa, rallegrata da luminarie e fuochi artificiali la statua veniva riportata in Cattedrale nella cappella di patronato della municipalità adornata di fiori, di luci. Accompagnavano il corteo gli archibugieri, le dodici confraternite religiose con le variopinte mozzette e le sette comunità monastiche: Conventuali, Cappuccini, Domenicani, Camaldolesi, Fatebenefratelli, Verginiani ed Agostiniani. Ai busti reliquiari oltre al busto argenteo di S. Modestino sorretto dalle prime quattro dignità capitolari arcidiacono, arciprete, primicerio maggiore e minore, facevano corona il vescovo, scortato dai suoi cursori, il governatore, il sindaco e gli eletti fiancheggiati dai mazzieri. Era un tripudio di festa e di colori al centro della vita cittadina era posta l'icona del Santo Martire che riannodava il presente al passato.
11 novembre 2006


- ASSISI - TEMPIO DI MINERVA (vedi foto in fondo alla pagina)

Sull'altare laterale destro: tela di A.M. Garbi Transito di S. Andrea Avellino.


- BADOLATO - CHIESA DI SAN DOMENICO (vedi foto in fondo alla pagina)


Un tempo annessa ad un convento domenicano, oramai scomparso, risale al 1607.

Situata nella zona più alta dell'abitato presenta una pianta ad unica navata, rettangolare, con un'imponente facciata in granito, opera di decoratori serresi del 1700. Ai lati del portale si trovano due nicchie decorate semplicemente. L'imponente architettura interna è di gusto raffinato, creato dall'accostamento di elaborati stucchi bianco su bianco. L'unica traccia di colore è quella degli affreschi dei cinque riquadri posti nella volta, opera del pittore fiammingo Guglielmo Borremams (1730). Gli eleganti azzurri e rossi, le delicatezze del giallo e del verde, nelle diverse tonalità, suscitano forti sensazioni. I cinque riquadri riproducono scene sacre che ruotano intorno alla figura di San Domenico.

Si possono ammirare, inoltre, un'acquasantiera in marmo policromo, sorretta da un pilastro con base a pianta quadrata; una tela raffigurante S. Andrea Avellino e una di S. Michele Arcangelo dell'800. Pregevole, infine, è la tela del '600 raffigurante Santa Maria del Soccorso, opera del pittore stilese Francesco Cozza.

- BERGAMO

Nella Chiesa Teatina di S. Agata nel Carmine, dove i Padri teatini si installarono nel 1599, c’è il quadro, olio su tela, S. Andrea Avellino, del pittore bergamasco Enea Salmeggia, (detto Talpino) del 1624 (Da GEMA - Per gentile concessione di Girolamo Bulgarini d'Elci - ARTEANTICA PADOVA)  (19 settembre 2010)

 
- CAGLI (PS) - DUOMO

L'interno è ampio a pianta basilicale a tre navate e nell'altare della seconda cappella conserva una tela di Gaetano Lapis Morte di Sant'Andrea Avellino, del 1758. Vi è raffigurato il santo colpito da apoplessia mentre si appresta a celebrare messa.


- CASTRONUOVO DI SANT’ANDREA

Chiesa Madre S. Maria della Neve (1750-1800)

*Soffitto in legno raffigurante S. Andrea Avellino in Gloria, tra gli angeli e la Vergine Santissima. Nella parte inferiore dell’opera, di Sebastiano Paradiso del 1963, si trova il panorama di Castronuovo di Sant’Andrea.

*Olio su legno raffigurante S.Andrea Avellino – Anonimo 1641.

 


- CITTÀ DEL VATICANO 

Nella Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Lateranense di Roma è esposto un quadro, olio su tela di un anonimo del XVIII sec., raffigurante San Gaetano e Sant’Andrea Avellino (vedi ad inizio pagina)

 

06 luglio 2007

 

- CIVINE DI GUSSAGO (BS) - CHIESA DI SAN GIROLAMO

Nella chiesa parrocchiale di S. Girolamo di Civine di Gussago (Brescia) si conserva un dipinto su tela, raffigurante Sant’Andrea Avellino.

Si trova sul lato destro dell’ingresso della piccola chiesa collinare.


(notizie avute da Achille Giovanni Piardi, discendente della dinastia Piardi, da secoli molto devota di Sant’Andrea Avellino.)


- CREMONA - CHIESA DI S. ABBONDIO

La Sacrestia, già sala capitolare degli Umiliati, dove si trovano mobili e scanni cinquecenteschi, custodisce nove tele del pittore Angelo Innocente Iassarotli (1654-1723), raffiguranti scene della vita di S. Andrea Avellino.



- FERRARA - CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIETÀ E SAN GAETANO

Nella chiesa di Santa Maria della Pietà e San Gaetano di Ferrara è stato restaurato il dipinto ad olio su tela “Sant’Andrea Avellino ferma un cavallo imbizzarrito”, opera del pittore Camillo Setti. Il quadro di dimensioni 186 cm x 192 cm, probabilmente è stato collocato nella cappella dedicata a Sant’Andrea Avellino dopo il 1650, quando la costruzione della chiesa era praticamente terminata e si cominciava a predisporre il suo corredo artistico.


- FORLI - DUOMO O CHIESA DI SANTA CROCE

L’interno del Duomo o Chiesa di Santa Croce di Forlì è a tre navate divise da un colonnato corinzio, con tre cappelle per lato e un vasto presbiterio.

Sul primo altare a destra delle cappelle minori laterali si trova la tela, del 1885, di L. Tagliaferri intitolata S. Andrea Avellino muore sull'altare.


- ISPICA (RG) - BASILICA DELLA SS. ANNUNZIATA

All’interno della sacrestia c’è un quadro ad olio raffigurante S. Andrea Avellino, dal viso carico di pathos e con profonde note chiaroscurali, che viene attribuito al sommo Caravaggio e quindi dei primi de 1600 (vedi foto).

- LECCE - BASILICA DI S. CROCE

Tela raffigurante S.Andrea Avellino attribuita al Riccardi.

 

- MADDALONI (CE) - CHIESA DEI CAPPUCCINI

L'interno è a tre navate, con tre alberi posizionati sulla crociera. Nel vano absidale sinistro spicca la tela ad olio S. Andrea Avellino, di autore ignoto della scuola pittorica della seconda metà del XVIII secolo.

 

- MAGNO DI GARDONE VAL TROMPIA

Nella Chiesa parrocchiale di S. Martino vescovo di Magno di Gardone Val Trompia (BS) c’è il dipinto "Svenimento di Sant'Andrea Avellino" del pittore Pietro Scalvini (Brescia, 1718 c. - 1792 c.),  a dimostrazione della diffusione del culto del Santo in Val Trompia. Si tratta di Olio su tela (240 cm x 195 cm, firmato e datato: "1776./ Pietr.°  Scaluino P."), opera restaurata da A. Ansaldi nel 1996. 

 

La foto è inserita nella sezione IL SANTO NEL MONDO – LA FAMIGLIA PIARDI.

 

(notizie avute da Achille Giovanni Piardi, discendente della dinastia Piardi, da secoli molto devota di Sant’Andrea Avellino)

 

30 agosto 2007


- MANTOVA – CHIESA DI S. MAURIZIO

Nell’antica chiesa teatina di S. Maurizio in Mantova ci sono due tele di pittore ignoto del XVIII secolo, una dedicata a Sant’Andrea Avellino e una a San Gaetano.

 


- MARANO (NA) - PARROCCHIA S.  ALFONSO MARIA DE' LIGUORI

Un affresco del 700, raffigurante S. Andrea Avellino, era presente in questa piccola chiesetta fino agli anni Ottanta, quando fu rubato.


- MILANO - CHIESA DI S. GIUSEPPE

Consistente in un’aula unica ampia e luminosa, l’oratorio si fregia di un altare maggiore in marmi policromi di linee barocchette. In due nicchie laterali trovano posto l’Immacolata e il Crocifisso ligneo; l’oratorio ospita tre dipinti, rappresentanti La Madonna del suffragio, I santi Gaetano da Thiene e Andrea Avellino in adorazione della croce, Il martirio di sant’Eurosia, tutte opere commissionate da Giuseppe Prata e realizzate prima del 1730.

MILITELLO ROSMARINO (ME) - CHIESA MADRE

La tela raffigurante Sant’Andrea Avellino, appena restaurato, si trova nella prima campata di sinistra della Chiesa Madre in Militello Rosmarino. Il dipinto è datato in calce 1797, anche se si stanno facendo studi per stabilirne il giusto periodo.

Sant’Andrea è raffigurato nel momento finale della sua vita.

In alto è posto un angelo svolazzante accompagnato da putti, verosimilmente l’Angelo della Morte, mentre due altri chierici teatini sorreggono il Santo morente.

In basso sulla sinistra troviamo un putto che regge nella mano il giglio bianco, simbolo di purezza e castità. È proprio l’Anciulu ra morti murtizza, raffigurato nella parte centrale alta, che più ha colpito la fantasia dei militellesi. Negli anni scorsi essi lasciavano voti a questa particolare figura “affinché potessero anche loro essere rapiti nel sonno dalla morte improvvisa”.

 (30 gennaio 2010)
 
 
- MODENA - CHIESA DI S. AGOSTINO

Al terzo altare c'è un quadro raffigurante S.Andrea Avellino, iniziato da Geminiano Vincenzi e portato a termine da Luigi Manzini che vi aggiunse la Gloria sovrastante (sec. XIX).



situazione aggiornata al 20 ottobre 2009