Intercessione del Santo: un fatto perlomeno sorprendente

Intercessione del Santo: un fatto perlomeno sorprendente



Santino di Assisi



Ci è giunta questa testimonianza di un padre, che ha vissuto un’esperienza molto importante legata alla devozione, nata per caso ad Assisi, per sant’Andrea Avellino.

Noi siamo una famiglia di cinque elementi; padre, madre e tre figli dei quali due gemelli maschi ed abitiamo in Svizzera, vicino al confine con Como.
Durante le mie frequenti visite ad Assisi, circa sei anni or sono, sono entrato come sempre nella chiesa si Santa Maria Sopra Minerva e istintivamente ho preso da un altare laterale l'immagine di Sant'Andrea Avellino che veniva offerta ai visitatori. Non avevo la minima conoscenza di questo Santo.
Da quel momento ogni giorno, spinto da chissà cosa, mi sono sentito in dovere di recitare la preghiera pubblicata a tergo della stessa:
“Padre Santo, per intercessione di S. Andrea Avellino, venerato come protettore contro la morte improvvisa, fiduciosamente Ti preghiamo di preservarci da un male così pericoloso e frequente.
Se mai una tale morte dovesse accadere, Ti preghiamo di ottenerci almeno il tempo di ricevere i santi Sacramenti e morire nella Tua Grazia. Amen”.

Ogni qualvolta pregavo mi domandavo perché mai dovessi pregare per un'intenzione così particolare ed apparentemente estranea alla nostra condizione di salute. A questo punto me ne sono fatto una ragione pensando di farlo per conto terzi, come la Fede ci chiede di fare.
Negli ultimi due anni la recita diventa quotidianamente più assidua.
Mio figlio Michael ai primi di marzo 2016 comincia la scuola per aspirante poliziotto.
Consapevole delle aspettative in ambito fisico qualche mese prima si allena in modo assiduo e a volte si spinge al limite delle proprie forze al punto che noi genitori ne siamo preoccupati.
La scuola comincia ed il giovane deve affrontare molte fatiche che dice di riuscire ad espletare.
Il giorno 6 giugno 2016, alla fine dei corsi pomeridiani, Michael invece di rientrare a domicilio decide di allenarsi nella corsa e comincia a correre poco fuori dall'accademia.
Fatti pochi metri improvvisamente cade rovinosamente in avanti sulla faccia senza nessuna forza e reazione.
Ha avuto un arresto cardiaco.
La provvidenza vuole che a pochi metri da lui dei colleghi intenti a rientrare a casa s'accorgano e gli prestano soccorso.
I giovani non hanno ancora seguito dei corsi di rianimazione ma fra i cinque uno si prende coraggio e inizia una procedura probabilmente istintiva ma molto efficace, il cuore riprende a battere.
L'ambulanza arriva in pochissimi minuti e i soccorritori se ne prendono carico.
Di seguito all'ospedale di Bellinzona inizia la procedura del caso; abbassamento della temperatura corporea e indagine neurologica. Le prime 24 ore sono fondamentali.
Di seguito viene trasportato al Cardio Centro di Lugano che verifica la mancanza di danni cerebrali e subito elitrasportato in un ulteriore ospedale a Berna, specializzato nella chirurgia maxilofacciale, perché Michael, cadendo, ha subito la frattura della mandibola e di alcuni denti.
Nel frattempo gli viene impiantato un defibrillatore.
Il decorso è positivo, la diagnosi una "cardiomiopatia ipertrofica senza ostruzioni", il giovane ha ripreso completamente le proprie funzioni motorie e cognitive come pure la scuola di polizia da lì a venti giorni.
A titolo informativo a Michael, durante i controlli di routine per le svariate attività sportive e militari, non è mai risultato nulla di anormale data la complessità di lettura di questa patologia, difetto che ho trasmesso io e che pure mai mi è stato riscontrato malgrado avessi fatto intensa attività sportiva per oltre trent'anni.
Secondo i medici il mio caso è perlomeno un po' sorprendente.
In questo scritto l'intenzione è di dare testimonianza dell'efficacia della preghiera rivolta a Sant'Andrea Avellino.