Libro sulla storia della canonizzazione

Libro sulla storia della canonizzazione

 

 

 

 

 

Dopo diversi anni di lavoro, è appena stato stampato il mio libro Andrea Avellino – Dalla morte terrena all’altare di Dio. Storia della canonizzazione.

Il libro si sviluppa in 322 pagine e riporta le varie fasi dei processi di beatificazione, che si concluse  il 31 agosto 1624, sedici anni dopo la morte, e di canonizzazione, avvenuta il 22 maggio 1712.

È corredato da settantatre immagini riguardanti documenti e opere d'arte a lui dedicate.

In copertina è riportata un’immagine della porta di bronzo realizzata da Antonio Masini in occasione del terzo centenario della canonizzazione, montata nel mese di maggio 2013 nella Cappella-casa natale del Santo, a Castronuovo di Sant’Andrea. Nella quarta di copertina è riportato il logo del III centenario della canonizzazione, elaborato graficamente da Raffaele Giamminelli.

È il quinto volume di una collana di studi sul Santo, dopo:

Nicola Arbia – SANT’ANDREA AVELLINO – Un pensiero al giorno (novembre 2008), 188 pagine

Nicola Arbia – SANT’ANDREA AVELLINO NEWS – Volume I (dal 13 febbraio 2005 al 13 febbraio 2009) (febbraio 2009), 122 pagine
 
Nicola Arbia – SANT’ANDREA AVELLINO nei santini (ottobre 2008), 112 pagine

Nicola Arbia - LETTERE SCRITTE DA S. ANDREA AVELLINO A DIVERSI SUOI  DEVOTI – Tomo III – Edite dopo il 1731-1732 e inedite (maggio 2011), 234 pagine

Andrea Avellino – I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO – dalla lettera a Caterina Gambacorta, a cura di Nicola Arbia (giugno 2011), 137 pagine


Di seguito si riporta la Prefazione del libro

 

Prefazione

Scopo di questo libro è, fondamentalmente, quello di analizzare quanto è successo dalla morte di padre Andrea Avellino fino alla sua beatificazione e le varie fasi del processo di canonizzazione che lo hanno portato all’altare di Dio.
La parte preponderante della documentazione riguarda la beatificazione, che è stata molto seguita dai Padri teatini dell’epoca, i quali ne hanno registrato tutte le tappe.
Questo lavoro non ha la pretesa di essere esaustivo e completo, vuole essere un punto di partenza per ogni successivo lavoro di approfondimento e di studio.
Dall’analisi dei documenti e delle pubblicazioni risulta che i Padri teatini si impegnarono molto per seguire i vari processi, coinvolgendo gli “amici della Religione”, uomini e donne della nobiltà dell’epoca di tutta Italia e anche stranieri, per far pressione sulle strutture della Chiesa, affinché accelerassero la causa di canonizzazione per avere presto un loro Padre santo. Furono moltissime le lettere mandate a Roma dai personaggi più in vista d’Europa contenenti una premurosa impazienza di vederlo scritto nell’albo dei santi. Si interessarono a questa causa il re Filippo IV, non solo perché il Santo fu suddito della sua Corona, ma anche perché aveva ottenuto da Dio, per intercessione di padre Andrea, la Regia Prole. Lo seguì il re Lodovico XIII, padre di donna Isabella, regina di Spagna, molto devota del Teatino. E ancora Margherita Gonzaga e Isabella di Savoia, rispettivamente duchessa di Ferrara e principessa di Modena; Maria Maddalena, arciduchessa d’Austria e granduchessa di Toscana; Emanuele duca di Savoia, Ferdinando duca di Mantova, Ranuccio Farnese duca di Parma. Quest’ultimo, era stato figlio spirituale del servo di Dio ed era stato educato dalla madre, principessa Maria di Portogallo, alla venerazione di questo grande uomo. Inoltre, fu fondamentale il ruolo svolto dai Deputati rappresentanti delle Città di Napoli e di Palermo.  
Due sono stati i documenti principali del mio studio: la Bibliografia di S. Andrea Avellino, scritta da padre Bartolomeo Mas e il libro Successi maravigliosi della veneratione del Beato Andrea Avellino, scritto da padre Giovanni Antonio Cagiano, Chierico Regolare, che oltre ad essere stato un contemporaneo dell’Avellino, ha partecipato ed ha vissuto molti eventi durante la Causa di Beatificazione sia a Napoli che a Roma. Le notizie in essi contenute, opportunamente lette e integrate con altri documenti dei processi, sono state elaborate per mettere il lettore nelle condizioni di poter seguire la storia della canonizzazione. E, per rendere meglio quanto fu fatto, nel testo vengono riportati stralci dei principali documenti studiati e notizie sui personaggi che hanno partecipato ai processi o che li hanno seguiti.
Per i tanti Padri teatini che verranno citati in questa pubblicazione non sempre ci sono sufficienti notizie. Si è voluto, quasi sempre, mettere il luogo e l’anno in cui hanno emesso la professione religiosa per inquadrarli il più possibile nello spazio e nel tempo.

In occasione del terzo centenario della canonizzazione (1712-2012), la comunità castronovese ha voluto rendere omaggio al Santo, facendo realizzare una porta in bronzo, opera di un artista lucano: Antonio Masini.
L’idea di realizzare la porta è partita dall’Associazione Proloco, è stata condivisa dalla Parrocchia S. Maria della Neve e da tutta la comunità ed è stata fatta propria dall’Amministrazione Comunale che ne ha assunto anche l’onere della spesa. Antonio Masini è stato coinvolto grazie al legame che lo lega a Giuseppe Appella e al paese del Santo dando subito la sua completa disponibilità, a titolo gratuito.
La porta è stata montata nel mese di maggio 2013 nella Cappella-casa natale di sant’Andrea Avellino a Castronuovo di Sant’Andrea ed è stata benedetta dal vescovo Francesco Nolè il 18 maggio 2013.
Sull’anta destra sono rappresentati due malati di peste, un uomo e una donna, che invocano la grazia e sollevano le  braccia verso il Santo, che ascende al cielo sorretto da un angelo.
Sull’anta sinistra è rappresentato il miracolo ricevuto da Scipione Arleo, un bambino castronovese di due anni e mezzo, il 5 agosto 1678. Miracolo avvenuto proprio nella Cappella natale del Santo, uno dei tre miracoli riconosciuti dalla Sacra Congregazione dei Riti per la canonizzazione di Andrea Avellino.
Nella lunetta che sovrasta le due ante sono modellati rami e frutti di ulivo e di pesco, legati entrambi alla vita di S. Andrea Avellino.

Un grande, caloroso ringraziamento va all’amico Giuseppe Citarella, che ha tradotto dal latino la bolla di Canonizzazione (Appendice - allegato 4) e all’amica Eleonora Iorio, che ha tradotto, sempre dal latino, i documenti del processo di canonizzazione di Napoli (Appendice - allegato 1), il Memoriale dei teatini (Appendice – allegato 3) e diversi passi analizzati e riportati in questa pubblicazione.

22 maggio                                                     Nicola Arbia

 

 

2 giugno 2013