I murales raccontano sant’Andrea Avellino

I murales raccontano sant’Andrea Avellino

Murales ulivo del Santo

 

 

 

 

Venerdì 8 agosto a Castronuovo di Sant’Andrea, alla presenza di Romeo Graziano, vice sindaco, di Pierino Ruberto, presidente della Proloco, della popolazione castronovese, di Daniele Pillitu coordinatore del “Progetto S. Andrea” e con la benedizione impartita da padre Luis Rodriquez, parroco del paese, sono stati inaugurati tre murales.
È il coronamento di un’idea progettuale nata fin dal 2007 nell’ambito del portale dedicato a sant’Andrea Avellino (www.santandreaavellino.it ), e prontamente condivisa dalla Proloco, per documentare il legame esistente tra il paese e il Santo. Si voleva rinsaldare quanto già fatto nel 1863 quando Castronuovo, invitato a distinguersi dagli altri centri omonimi, aggiunse all’antica denominazione “di Sant’Andrea”, onorando, in tal modo, il suo più grande cittadino.
L’Amministrazione Comunale, supportata dalla Pro Loco, ha ospitato, dal 29 luglio al 9 agosto un gruppo di sette giovani artisti per portare a termine la prima fase del “Progetto S. Andrea”, consistente nella realizzazione di tre grandi murales che raccontano episodi della vita del Santo. Gli artisti intervenuti, di alta professionalità e cultura, sono: Alba Paz Escayo Menendez (Spagna), Nikola Srdic (Serbia), Lasha Makharadze (Georgia), Ana Zdravkovic (Serbia), Alejandro Casanova Barberán (Spagna), Nikola Avramovic (Serbia), Daniele Pillitu (Sardegna).

La realizzazione è stata possibile grazie all’Associazione “NoArte Paese Museo” di San Sperate (Cagliari), fondata nel 1968 da Pinuccio Sciola, pittore e scultore locale, che, rientrato nel paese natale dopo alcuni anni di esperienze all´estero, pensò fosse possibile rivoluzionare l´aspetto dei muri anonimi delle case e che questi potessero diventare protagonisti. San Sperate, cittadina di 8000 abitanti, con 400 murales e più di un centinaio tra installazioni e sculture, è “Paese Museo” e, con questa iniziativa, ha voluto omaggiare la Lucania. L’Associazione ha come obiettivo principale lo scambio culturale continuo e per questo motivo ogni progetto prevede la partecipazione di artisti internazionali.
Per i murales sono stati individuati, nella strada principale del paese, tre punti particolari. All’entrata del paese si trova la Scuola. Sulla parete vicino all’entrata è stato dipinto, da Lasha Makharadze, Alejandro Casanova Barberán, Nikola Avramovic, un murales (6 x 3.5 m) che racconta il rapporto del Santo con i giovani.
Lancellotto Avellino, avendo osservato la grande ignoranza che allora regnava nel suo paese e in quelli del circondario, fondò alcune scuole di dottrina cristiana. L’attività educativa non era finalizzata solo alla dottrina ma anche al comportamento e alle prime basi del leggere e dello scrivere. I fanciulli si riunivano per ascoltare i suoi insegnamenti. Per rappresentare questo aspetto educativo del giovane Lancellotto non ci poteva essere miglior luogo che una parete dell’edificio scolastico.
Scendendo, si percorre una strada larga, dalla quale si può vedere un bellissimo panorama delle valli e dei monti, compreso il caratteristico massiccio del Pollino. A un certo punto la strada ha un leggero restringimento e qui, sulla parete di una casa, è stato realizzato, da Alba Paz Escayo Menendez, Nikola Srdic, Ana Zdravkovic, il grande murales (14 x 5 m) che illustra il miracolo dell’ulivo di sant’Andrea. Partendo per Napoli, sant’Andrea Avellino, alla fine di una salita, fuori dal paese, piantò per terra il suo bastone di ulivo: in quel punto nacque un albero.
Continuando a scendere, sul lato sinistro c’è la Cappella S. Maria della Stella, la stessa dove negli anni della giovinezza sant’Andrea Avellino raccoglieva i giovani del paese natale e del circondario per aiutarli nella loro formazione di base e religiosa. Sulla parete laterale, che si trova sulla stradina che porta verso Roccanova, è stato realizzato da Daniele Pillitu il murales (6 x 4 m) che ricorda il miracolo delle quindici pesche. Si riferisce alla piantina spuntata in un vaso davanti alla cella del Santo, nel quale egli aveva piantato un nocciolo di pesca. Dopo la sua morte, la pianta portava quindici pesche e, anche se il vento le faceva cadere o se venivano raccolte, alla conta risultavano sempre quindici, quanti sono i misteri del Rosario.

Muri anonimi, con superfici erose dal tempo, di colori senza identità, iniziano ad essere luminosi e a raccontare: raccontano il loro Santo che appartiene alla Chiesa Universale. Gli artisti, sulla base di alcuni suggerimenti, hanno scelto di rappresentare questi tre episodi, reinterpretando, in chiave contemporanea, i soggetti proposti.

Anche i castronovesi hanno partecipato a questa realizzazione, con l’attesa, osservando il lavoro di questi giovani e l’apparire degli elementi del racconto. I giovani artisti avvertivano questa partecipazione ed erano incitati a dare il meglio.
Nei prossimi anni, fino al 2021 (Quinto Centenario della nascita), l’attività dei murales continuerà e le pareti delle case del paese racconteranno sempre più, in modo corale, il loro Santo.

Nicola Arbia

(pubblicato su LA NUOVA DEL SUD di domenica 24 agosto 2014)