Nascita di una devozione a Monasterace

Nascita di una devozione a Monasterace

Il busto del Santo portato in processione a Monasterace.
 
 
 
 
 
Totò Arcidiacono, vice Sindaco di Monasterace (RC), grande devoto di sant’Andrea Avellino e importante membro del Comitato Festa Patronale, ci ha inviato copia di una lettera contenente un’intensa testimonianza della nascita, a Monasterace, di una grande devozione al Santo da parte di una famiglia del Nord Italia.

La lettera è stata inviata da Carlo Frangi, il quale ci ha autorizzato alla sua pubblicazione.

 

Di seguito si riporta tale documento.

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Spett.le Comitato Festa Patronale Sant’Andrea Avellino,

mi chiamo Carlo Frangi, abito in un piccolo paese della provincia di Como, e durante il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, fui destinato alla vostra splendida regione Calabria che mai avevo visto prima.

Dopo l’iniziale smarrimento quando lessi la mia destinazione, partii con il treno e raggiunsi la vostra splendida terra, ricca di bellezze naturali e paesaggistiche. Man mano che il treno scendeva lungo la Calabria, sentivo nel mio cuore che avrei trascorso un anno diverso, un’esperienza che avrei ricordato per tutta la mia vita: e così fu.

Anche se ero lontano dalla mia famiglia e dai miei affetti, il calore della gente mi fece superare l’iniziale senso di solitudine che un ragazzo prova, per la sua prima volta lontano da casa.

Quando ero libero dal servizio, con il treno o con l’auto di qualche collega, giravo per i paesi lungo la costa ionica e nei paesi dell’entroterra, e rimasi affascinato da così tanta nascosta bellezza: ricordo Gerace, Stilo, Roccella Jonica, e poi un giorno venni inviato alla piccola caserma di Monasterace Marina, posta lungo la statale.

Seppi che tra poche settimane c’era la Festa di Sant’Andrea, e decisi di partecipare.

Rimasi così colpito dalla grande devozione e dal sentimento di vera fede che i Monasteracesi nutrivano e nutrono verso Sant’Andrea che ancora oggi, a distanza di quasi vent’anni sento ancora i canti e le preghiere, in particolare quando il busto del Santo rientra nella chiesa dell’esaltazione della Santa Croce in Monasterace superiore. Mi ricordo ancora il Parroco Don Gregorio, alle sue prediche, al suo modo così gentile, nello spiegarmi e nel raccontarmi di Sant’Andrea e della sua vita.

Poi finì il servizio militare e ritornai a Como dove iniziai a lavorare, ma sempre mi ricordavo della bella esperienza Calabrese e in particolare di Monasterace.

Sembrava finito tutto lì, un bel ricordo e nulla più, invece Sant’Andrea evidentemente voleva che non lo dimenticassi, e fu così che sul posto di lavoro, mentre ero seduto alla mia scrivania, vidi un uomo che aveva tra le mani un mazzo di chiavi legate da un portachiavi con l’effige inconfondibile di Sant’Andrea. Ebbi la controprova quando anche sulla sua automobile faceva bella mostra di se, l’adesivo ovale con la scritta

 

S. ANDREA AVELLINO PATRONO DI MONASTERACE (RC) “.

 

Con tutte quelle coincidenze, capii che era un vero Monasteracese, così quando rientrò in ufficio qualche giorno dopo, chiesi informazioni e tutto combaciava.

E così che ritrovai a Como, un lembo di Calabria e nacque una bella amicizia ricordando sempre le belle e sentite tradizioni. Mi ripromettevo di scendere per la festa del Territorio ma ogni qual volta c’era sempre un imprevisto. Poi mi sposai nell’anno duemila, e dopo qualche anno arrivarono anche i nostri splendidi bambini, e caso vuole tutti nati negli anni in cui a Monasterace c’è la festa del Territorio, 2002, 2005,  e 2008. Un bambino l’abbiamo chiamato Andrea in onore di Sant’Andrea e la bambina nata proprio a Maggio nel giorno in cui c’è la festa al paese. Tutte coincidenze….., non credo, sembrava forse tutto impostato come in un disegno voluto da Qualcuno.

Quest’anno dopo tanta attesa, finalmente grazie all’ospitalità dei miei colleghi, ritorno a Monasterace proprio per la festa del Territorio. Sono molto grato a Gara Francesco e Cuteri Vincenzo e alle loro famiglie che mi daranno ospitalità per una settimana a Monasterace superiore. Finalmente dopo diciotto anni, torno nella splendida Calabria, e in particolare nel vostro splendido paese. Nel cuore ho tanta emozione e tanta gioia, e mi sento onorato di poter partecipare alla vostra festa di Sant’Andrea Avellino, che anche la mia famiglia prega ed è devota pur non essendo di Monasterace, nel senso che non sono nativo me nell’animo mi sento da diciotto anni Monasteracese ed è come se fossi sempre stato di Monasterace.

Colpito da tanta devozione, ho cercato di portare anche nel mio paese, la tradizione che da voi ho imparato. Abbiamo realizzato la statua del nostro santo Patrono e rifondato la Confratentita del Santissimo Sacramento il cui abito è come quello della vostra Confraternita di Santa Caterina o Caterisani.

Non vedo l’ora di poter riabbracciare idealmente la vostra terra, e di pregare davanti all’effige del vostro o meglio nostro Sant’Andrea Avellino, che ci colmi di ogni benedizione dal cielo, dandoci la salute del corpo e dello spirito.

Vi ringrazio per il vostro impegno e per la vostra dedizione.

Non perdete mai le vostre tradizioni, e anche se a volte la tentazione di lasciare pervade, mai mollare, il Signore ci è vicino sempre, specialmente nell’ora della prova.

Grazie e ci vediamo tra cinque giorni. Non vedo l’ora!!!!

W sant’Andrea.

 

Un forte abbraccio. Con affetto

Carlo Frangi

 

7 maggio 2011

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11 maggio 2011