Dipinto del Santo nel Regno Unito

Dipinto del Santo nel Regno Unito

 
 
 
 
 
Da un po’ di tempo avevo trovato la notizia che nella città di Bath, del Regno Unito, era conservato un dipinto raffigurante sant’Andrea Avellino.
 

Lo scorso 23 luglio, per una serie di coincidenze, sono giunto nella cittadina inglese, che si trova nella regione del Sud Ovest, nella contea del Somerset, famosa come centro termale: il suo nome, infatti, prende origine dai bagni romani, in inglese "bath".

Dopo una breve visita alla città mi sono recato al The Holburne Museum of Art e sono subito salito al primo piano, nella Manny e Brigitta Davidson Gallery, dove ho potuto ammirare il dipinto La morte di sant’Andrea Avellino, realizzato dal pittore veneziano Giovanni Battista Piazzetta (1682-1754) nel periodo 1712 – 1754, anche se molto probabilmente risale al periodo della canonizzazione del Santo, avvenuta nel 1712.
 

Il dipinto (dimensioni 65.6 cm x 48.5 cm), olio su tela, in una cornice dorata e intagliata, proviene, molto probabilmente, da una chiesa di Venezia.

Rappresenta un prete con barba che giace riverso sui gradini di un altare, circondato da colonne classiche, supportato da un angelo posto sulla sinistra e con il suo braccio destro indicante un’ampolla, situata in basso a sinistra, contenente sangue. Un giglio bianco si trova tra i piedi del prete sui gradini dell'altare.

Sopra di lui si sviluppa una visione del Cielo, che si apre con un angelo in forma di un bambino il quale scende su una nuvola con l'Ostia in una patena.

Sulla destra, un giovane in abito talare e cotta, con una leggera aureola, si inginocchia e con lo sguardo rivolto verso l’angelo, gesticola con le braccia verso l'uomo riverso.

Sullo sfondo, si vede un secondo uomo giovane in nero, che porta un bastone da pastore e che sta fissando l'uomo caduto.

Secondo gli studiosi inglesi, probabilmente, i due uomini vicino al Santo potrebbero essere San  Gaetano, unico teatino canonizzato prima del 1712, e padre Giovanni Marinoni, direttore spirituale di sant’Andrea Avellino. Invece, a mio parere, essendo l’iconografia del dipinto identica all’incisione realizzata da Giuseppe Wagner (1706-1780?) e poi tradotta nel 1749 in un dipinto da Giambettino Cignaroli, una pala collocata sul terzo altare destro della Chiesa di S. Giacomo Maggiore di Crema, si tratta di San Luigi Gonzaga inginocchiato, con un fiore in mano, e San Stanislao Kostka a destra, con il bastone.

In un primo momento (1867) il dipinto era stato identificato come La morte di San Girolamo. In seguito è stato classificato come La morte di San Filippo Neri, ma nel 2000, Alastair Laing, al termine dei suoi studi, giunse alla conclusione che si trattava de La Morte di Sant'Andrea Avellino.


Come dicevo in precedenza, questo quadro risale al periodo della canonizzazione di Sant'Andrea (1712) e sembra essere opera di un artista vicino al veneziano Giovanni Battista Piazzetta, forse opera giovanile (prima del 1754) del suo allievo Francesco Capella (1711-1784), detto il Daggiù, i primi dipinti del quale consistevano principalmente nel completamento di alcuni affreschi del Piazzetta stesso, dato che i due stili risultavano essere molto simili.

 

 

 

29 luglio 2011