Sant’Andrea Avellino in processione a Napoli e a Capua

Sant’Andrea Avellino in processione a Napoli e a Capua

Il busto d'argento di sant'Andrea Avellino nella cattedrale di Capua

 

 

 

Il prossimo 2 maggio due busti seicenteschi di sant’Andrea Avellino verranno portati in processione sia a Napoli che a Capua. Alla processione delle statue di Napoli parteciperà una delegazione di Castronuovo di Sant’Andrea, paese natale del Santo. Per la processione degli argenti di Capua c’è in programma la partecipazione dei castronovesi per il prossimo anno.
Si ricorda che il Santo teatino è compatrono di Napoli sin dal 25 settembre 1625 e di Capua dal gennaio 1628.

Da undici anni, il sabato che precede la prima domenica di maggio, i castronovesi si recano nella città partenopea per dedicare un’intera giornata al loro Santo. La mattina, i pellegrini visitano i luoghi dove il Santo è vissuto e pregano sulle sue spoglie. Il pomeriggio portano il busto d’argento di sant’Andrea Avellino alla processione delle statue: la processione dei compatroni di Napoli che accompagna il busto e le reliquie del patrono San Gennaro. La cerimonia, quasi sempre, termina con il tradizionale miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro che avviene anche il 19 settembre e il 16 dicembre di ogni anno.
La delegazione sarà accompagnata da padre Luis Rodriquez, parroco del paese, da Pierino Ruberto, presidente della Pro-loco e da alcuni soci della Congrega dedicata al Santo. Quest’anno l’amministrazione comunale non sarà rappresentata dal sindaco Sandrino Berardone, morto lo scorso mese di gennaio, né dal vice-sindaco Romeo Graziano, assente per impegni istituzionali legati alle prossime consultazioni elettorali.
Diversi castronovesi, residenti in Campania e nel Lazio si uniranno ai pellegrini.

Alle sedici, i pellegrini si recheranno nel Duomo della città partenopea per ultimare l’addobbo floreale del seicentesco busto d’argento del Santo teatino e per incontrarsi con le delegazioni di Folignano (AP), di Montescaglioso (MT) e di Hamrun (Malta).
Da quattro anni la comunità di Folignano ha rispristinato la festa di sant’Andrea Avellino, loro compatrono, che, dalla fine dell’Ottocento, si tiene l’ultima domenica di aprile. Da quindici anni sono gemellati con la Diocesi di Napoli per avere in comune san Gennaro come Patrono.
La delegazione di Hamrun è quella della Società Musicale San Gaetano e sarà guidata dal Presidente Anselm Sciberras, dal vice Presidente Ian Pintley, dal Parroco. Il gruppo, numeroso, sarà composto anche dalla Banda di San Gaetano, diretta da Jonathan Borg, con una cinquantina di musicisti. I pellegrini maltesi, dopo aver pregato sulla tomba di san Gaetano nella Basilica di San Paolo Maggiore, alle 15.45 si recheranno, preceduti dalla Banda, nel Duomo per portare in processione il busto di San Gaetano.

I Latori di San Rocco di Montescaglioso, insieme ad una rappresentanza istituzionale civile e religiosa della cittadina lucana, quest’anno per la terza volta verranno a Napoli per portare in processione il busto di san Rocco, loro Patrono e quarantaseiesimo compatrono di Napoli.
Le tre delegazioni, prima della funzione religiosa, saranno ricevute da Sua Eminenza Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli.

Dopo una lunga pausa di 73 anni, e dopo la ripresa nello scorso maggio, ritorna tra le strade di Capua la storica e suggestiva processione dei ‘7 busti d’argento’: busti, raffiguranti i Santi che ‘vivono’ nella Cattedrale della città capuana. L’idea di questa processione nacque come auspicio per una buona raccolta del grano. Anche per quest’anno i fedeli capuani potranno prendere parte al lungo corteo che si terrà sabato 2 maggio alle ore 18 partendo dalla basilica cattedrale.
Le statue raffigurano santo Stefano, sant’Agata, san Gaetano da Thiene, sant’Irene, san Sebastiano, l’Addolorata, sant’Andrea Avellino e saranno portate in processione dagli accollatori per le vie della città. Al termine seguirà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo S.E. Mons. Salvatore Visco.
La processione degli argenti ha rappresentato per decenni uno dei pilastri della tradizione popolare capuana. Ha radici antichissime e si è svolta ininterrottamente il 25 aprile di ogni anno fino al 1941. Fu ripresa solo nel 1966 in occasione del millesimo anniversario della fondazione dell’Arcidiocesi di Capua.
In origine le statue dovevano essere almeno ventuno, così scrive nel 1766 Francesco Granata nel libro “Storia Sacra della Chiesa metropolitana di Capua”. Molte, purtroppo, sono andate perse o distrutte.
Si potrà seguire la diretta televisiva su www.kairosnet.it e su PARROCCHIECAPUACENTRO E KAIROSTV (FACEBOOK).

Nicola Arbia

27 aprile 2015