Sant'Andrea Avellino nono patrono di Napoli

Sant'Andrea Avellino nono patrono di Napoli

I fedeli castronovesi davanti al Duomo di Napoli.




Il sei maggio a Napoli c’è stata la tradizionale processione delle statue.
Il reliquiario con il sangue di San Gennaro e la statua del patrono di Napoli sono stati portati dal Duomo alla Basilica di Santa Chiara, accompagnati, dopo oltre sessant’anni, da 24 delle 51 statue dei compatroni della città, custodite nella Cappella del Tesoro di San Gennaro e alla presenza di una grande folla di napoletani e di turisti. Con il passare degli anni si sta riportando la processione all’antica tradizione del Settecento.
Il rito religioso è stato presieduto dal cardinale Michele Giordano e, oltre a molti prelati e ai membri della “deputazione di San Gennaro”, erano presenti il metropolita ortodosso ucraino, il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma e il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino.

Per il secondo anno consecutivo alla processione era presente la statua in argento di Sant’Andrea Avellino, nono patrono della città partenopea, seguito da oltre sessanta castronovesi provenienti dal paese natale del Santo e da altre città (Roma, Napoli, Salerno) i quali, con canti, hanno resa più solenne la loro devozione al concittadino santo.
Accompagnati dal parroco don Adelmo Iacovino hanno seguito tutto l’evento fino a sera tardi e alle 19.38, dopo due ore di solenne liturgia con i cori della “Schola cantorum” di Lione, hanno vissuto con emozione il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro annunciata dal cardinale Michele Giordano: “Qualcosa sta avvenendo, ma mi pare che abbiamo ancora da pregare. No, ecco, si è sciolto”.

Lo sventolìo del fazzoletto bianco del principe Fabio Albertini di Cimitile, vicepresidente della deputazione, ufficializza il miracolo e i fedeli applaudono mentre tutte le campane della città suonano a festa e dagli spalti di Castel Nuovo vengono sparate ventuno salve di cannone. Nelle navate della basilica anche le statue in argento sembrano festeggiare per il miracolo.
La presenza del cardinale Michele Giordano, originario di Sant’Arcangelo, e dei fedeli castronovesi che seguono la statua del loro concittadino, sono la testimonianza che l’evento ha una forte presa nei cuori della gente lucana.


07 maggio 2006