La festa di maggio di Sant’Andrea Avellino

La festa di maggio di Sant’Andrea Avellino

 

 

 

Il picchetto d’onore dei carabinieri in alta uniforme

 

 

Il 19 maggio le spoglie di Sant’Andrea Avellino sono giunte nel suo paese natale. Quest’anno c’è stata una preparazione particolare per la festa. La novena è stata predicata da padre Gaetano Rossell y Clivillers, C.R., che si è trasferito da Roma nella cittadina lucana per far conoscere meglio il pensiero del Santo.

Domenica 20 maggio, terza domenica del mese, come vuole la tradizione per ricordare la canonizzazione di Sant’Andrea Avellino, avvenuta il 22 maggio 1712, terza domenica di maggio, l’intera comunità era pronta e preparata per una grande festa. Al paese, per l’occasione, erano giunti molti castronovesi provenienti dal Nord Italia, da Roma, da Napoli, dalla Francia e da molte altre località per esprimere la loro devozione e il loro riconoscimento al più grande figlio della loro terra.

 

Alle 10.30, alla presenza del parroco don Adelmo Iacovino, dei padri teatini Carmine Mazza, Preposito della Basilica di San Paolo Maggiore di Napoli, Vincenzo Cosenza, Preposito della Provincia d’Italia dei Chierici Regolari Teatini, Gaetano Rossell y Clivillers della Segreteria della Curia Generalizia dei Chierici Regolari Teatini, Innocenzo Coniglio della Casa di Sant’Arcangelo, di seminaristi, di novizi, di altri parroci, del Presidente della Provincia di Potenza, del Sindaco Antonio Bulfaro, dei rappresentanti della Protezione Civile e della Croce Rossa e di una grande folla, è iniziata la processione per le vie del paese.

Le strade erano addobbate a festa come nelle grandi occasioni. Erano esposte le più belle coperte, le bandiere, tanti fiori. Erano stati preparati altarini per la sosta della statua e per poter pregare.

 

Come al solito, all’inizio della processione c’era la banda, poi il gonfalone del Comune, portato da una guardia municipale, le caratteristiche ciense, composizioni fatte con le candele, i nastri, i fiori e portate in testa da donne e uomini devoti del Santo. Poi seguiva lo stendardo della centenaria Congrega di Sant’Andrea Avellino seguito dai soci, dalle suore e dai prelati, dalle reliquie del Santo (ampolla con il sangue, spazzola, calice, ecc.), da giovani nei costumi tradizionali, dalle autorità militari. Quindi l’antica e preziosa statua di Sant’Andrea Avellino portata a spalla, a turno, dai soci della Congrega e dai devoti castronovesi.

Al seguito della statua, addobbata con molti fiori, c’erano il Sindaco e le autorità civili (Presidente della Provincia di Potenza, sindaco di Episcopia, assessori vari), la Protezione Civile e la Croce Rossa.

Nel corso principale del paese, quattro guardie forestali a cavallo, provenienti per l’occasione da Martina Franca, hanno reso omaggio al Santo.

 

Durante tutto il tragitto venivano lanciati petali di fiori (di ginestre, margherite, papaveri, garofani, profumati fiori bianchi e gialli di “caggia”) sulla statua. Questa tradizione è stata recuperata dalla nuova associazione di volontariato “LiberaMente”, da poco formatasi a Castronuovo. Hanno preparato degli artistici cestini portafiori allo scopo di realizzare il sogno di dare luce alle ombre della memoria.

Il contenuto dei cestini non voleva essere rappresentato solo dai fiori. Voleva rappresentare la voglia di non far cadere nella dimenticanza belle tradizioni legate alla memoria, al sapore dell’antico. I giovani dell’associazione “LiberaMente” hanno fatto sicuramente una lodevole azione culturale importante.

 

La processione ha percorso tutte le principali strade del paese, allietata da devoti canti di uomini e donne castronovesi, per rientrare in chiesa verso le 14.

 

Il pomeriggio alle 18,00 la Chiesa Madre era piena di gente. Le sacre spoglie di Sant’Andrea Avellino erano vigilate da due giovani carabinieri di Castronuovo in alta uniforme. Padre Gaetano Rossell y Clivellers, in attesa che si completassero i preparativi per traslare le spoglie nella contrada giardino per una cerimonia religiosa, ha parlato di alcuni aspetti della vita del santo teatino.

Subito dopo è arrivato in chiesa S.E. mons. Vincenzo Orofino, vescovo di Tricarico. Le spoglie sono state portate in processione sul palco della contrada giardino, allestito per la concelebrazione della Santa Messa.

Il picchetto d’onore era fatto sempre dai carabinieri in alta uniforme.

Erano presenti Vito De Filippo, Presidente della Regione Basilicata e altre personalità civili e religiose.

La funzione religiosa, presieduta dal vescovo Vincenzo Orofino, è stata intensa e partecipata. C’era una folla in grande raccogliemento.

Il tempo, per alcuni minuti, si era messo a pioggia. Poi si è rasserenato.

Alla fine della funzione religiosa il Presidente della Regione ha consegnato al Sindaco Bulfaro una lettera autografa di Sant’Andrea Avellino restaurata ed ha comunicato che sarà uno dei doni che verranno dati alle personalità durante le cerimonie ufficiali che avverranno in Regione. Inoltre ha accettato l’invito di padre Vincenzo Cosenza di far ristampare anastaticamente i due volumi delle lettere del Santo ed ha espresso il desiderio di lavorare per utilizzare la figura di questo grande lucano per il rilancio di alcune attività nella Basilicata.

Subito dopo sono stati dati dei riconoscimenti alle personalità presenti: al Vescovo, al presidente della Regione, al Presidente della Provincia, ai Teatini, ai Sindaci presenti, al Comandante dei carabinieri di Senise, alla Guardia Forestale. Il riconoscimento è stato dato anche al curatore del nostro portale per il lavoro svolto nel corso di questi tre anni.

Le associazioni e i gruppi di Castronuovo di Sant’Andrea verranno premiati in un’altra occasione.

Alle ore 21, terminata la cerimonia le spoglie sono state riportate nuovamente nella Chiesa Madre Santa Maria della Neve, dove è iniziata una veglia di preghiera fino a tardi.

È stata una giornata intensa da ricordare.

 

23 maggio 2007