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I Presepi nei luoghi del Santo
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Il Presepe blu notte di Guido Strazza.
 
 
 
 
 
 

Domenica 21 dicembre 2008, alle ore 17.30, a Castronuovo di Sant’Andrea si inaugurano, come accade da quasi due decenni, i presepi d’artista.

Quest’anno, sempre per iniziativa della Pro Loco, tocca a due artisti celebri: Guido Strazza, con il suo Presepe blu notte e Bruno Conte con il suo Presepe dischiuso.

I presepi, realizzati nel 2007, verranno collocati nei luoghi in cui operò il Santo nella sua adolescenza. In particolare, il Presepe blu notte, in vetro e il Presepe dischiuso, in legno verranno dislocati nella cinquecentesca Cappella di  S. Maria della Stella (Strazza), ad apertura della Strada dei presepi che accoglie in questa edizione, nelle antiche stalle dei rioni Torre e Trappeto, 15 presepi di tutto il mondo (Europei e del Sud America), e nella Cappella seicentesca Cappella di S. Maria delle Grazie (Conte), a chiusura di un percorso che permette di prendere visione delle caratteristiche architettoniche di un antico paese dell’interno lucano e di come riescano a convivere le espressioni dell’arte contemporanea con quelle dell’artigianato tradizionale.

 

Nel Presepe blu notte di Guido Strazza, sorto su un grande cielo suddiviso in cinque parti dove la stella cometa trova la sua luce accogliendola e diramandola fuori dal recinto di vetro, non ci sono figure ma forme geometriche, orme che hanno un loro punto di arrivo ma non rivelano il loro luogo di provenienza. Ne deriva una sorta di stupore metafisico, l’affermazione, costante dalla seconda metà degli anni cinquanta, di una logica rappresentativa divisa tra l’esprimibile e l’inesprimibile, in questo caso tra la storia, i suoi personaggi secondari, e la luce che annuncia una nascita  trasmessa da un’altra luce, sottostante, tanto intensa da indurre al movimento, a portare il dono dell’andare, accogliendo “la speranza di stare insieme”.

I Magi si muovono come pedine verso la luce, in perfetta consonanza con il colore e gli stati d’animo che l’una e l’altro sollecitano, tanto quanto le relazioni esistenti tra i personaggi-oggetto e l’enigma di quella Luce che blocca la notte e cancella il buio per spingerci a porre i nostri passi, in simbiosi, su quelli già resi stigma.

L’immagine è sempre un elemento formale, anche quando si fa racconto attraverso linee di luce rese elementi vivificanti della notte. La luce, divenuta centro di una iconografia che si ripete da secoli, non è esterna al colore. Viene espressa “visivamente”, illumina “qualcosa di cui si è perduta memoria” o viene ripetuto senza avvertire il costante richiamo di una nascita che, ogni anno, d’improvviso, si rinnova come presenza.

 

 

Guido Strazza è nato a Santa Fiora (Grossetto) nel 1922 e risiede a Roma. La sua attività artistica inizia molto presto, dopo l’incontro con F. T. Marinetti che lo invita a partecipare nel 1942 ad alcune mostre di Aeropittori futuristi, a Roma, Palazzo Braschi, e alla Biennale di Venezia. Nel  1946 si laurea in ingegneria ma abbandona la professione per dedicarsi alla pittura. Viaggia in Perù, Cile e Brasile dove espone alla Biennale di San Paolo nel 1951 e nel 1953. Rientra in Italia nel 1954 e vive prima a Venezia e poi a Milano. Torna Roma nel 1963. Espone, da quel momento, nelle più importanti gallerie e nei musei di tutto il mondo, compreso lo Stedelik di Amsterdam. E’ stato Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma e ha ricevuto il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei nel 1988 e nel 2003.

 

 

                                                                                                     ***

Bruno Conte, nonostante il libro sia stato ampiamente usato nell’arte sacra e nell’arte profana, e costituisca di per sé un utile mezzo di identificazione o di personificazione,  non si pone difficoltà alcuna nel connotare gli elementi del suo presepe facendoli fuoriuscire dalle pagine di tanti volumi aperti sulla scena del mondo.

Ogni elemento si dischiude per consentire l’affaccio di parte dei personaggi che si preparano a ruotare intorno al Redentore, alla magia cristallina di tre pagine di un libro trapassato dalla luce  e spalancato a raggiera verso tutti gli orizzonti.

Ogni foglio, quasi a voler suggerire la sconosciuta o dimenticata ricchezza  dei suoi contenuti, non distende solo sagome di personaggi in tensione, non fa emergere dagli angoli i fianchi di figure gelate nell’annuncio dell’evento, non ritaglia unicamente gesti contratti tra le pieghe delle pareti. Come negli internari della fine degli anni settanta, costruiti a forma di libri la cui scrittura era formata da altri libri, Conte in ogni pagina apre finestre dalle quali si affacciano l’ala di un angelo o i rami di un albero, la cometa come mano che sorge, un volto, una nube, lentamente trasferiti dall’ombra alla luce quasi dovessero bilanciare l’incavo dilatato dei fogli lignei, il vuoto e il pieno, il chiaro delle immagini e lo scuro delle loro ombre, l’essere e il non essere, in un susseguirsi di tensioni delimitate dagli interventi grafici e dal colore.

Bruno Conte è nato a Roma nel 1939. La sua prima mostra è del 1961, a Firenze, nella Galleria Numero. Seguiranno personali a Londra, Roma, Basilea, Savona, Bolzano, Bologna, Milano, Ferrara, Parma, Osaka, Termoli, Livorno. Numerose le sue partecipazioni a mostre di gruppo, dalla Biennale di Venezia alle Quadriennali di Roma, a quelle dedicate all’Arte sperimentale, nei Musei di Torino, Berna, Firenze, New York, San Paolo del Brasile, Dusseldorf, Prato, Mantova, Roma.

 

I due presepi sono accompagnati da due volumetti, pubblicati dalle Edizioni della Cometa, con un testo di Giuseppe Appella e due preghiere a Gesù Bambino scritte dagli artisti.

 

I presepi rimarranno visibili, ogni giorno, fino al 6 gennaio 2009, dalle ore 17.00 alle ore 22.

Per appuntamenti e visite guidate, telefonare alla Pro Loco  tel. 0973 835484 3405674292.

 

20 dicembre 2008

 

 
 
Il Presepe dischiuso di Bruno Conte.
 



 
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