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Il Trattato dell’Umiltà di S. Andrea Avellino
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Martedì 18 agosto 2009, alle ore 18,30 in Piazza Castello, a cura della Pro Loco, serata straordinaria per la presentazione del nuovo volume di S. Andrea Avellino, Trattato dell'Umiltà, pubblicato dalle Edizioni della Cometa di Roma che, in occasione del Quarto centenario del transito al Cielo (10 novembre 1608) del Santo nato a Castronuovo nel 1521, aveva dato alle stampe i libri di Olimpio du Marché (Compendio della vita di S. Andrea Avellino), di Luis Ruiz de Cardenas (S. Andrea Avellino scrittore), di Bartolomeo Mas (Bibliografia di S. Andrea Avellino).

 

Il Trattato utilissimo per conoscere et acquistare l'umiltà segue, quasi a indicare il corso dei tempi, il Trattato della speranza uscito lo scorso anno. Scritto nel 1587, conservato in copia originale manoscritta nella chiesa di S. Paolo Maggiore a Napoli, dedicato al Principe Ranuccio Farnese, rivela, più di altri testi, la profonda cultura di S. Andrea, la conoscenza non solo delle vite dei Santi Padri, da S. Bernardo a S. Tommaso e a S. Gregorio, ma anche l'attenzione ai testi di Jacopo Passavanti e Girolamo Savonarola che, nella costruzione dell'edificio spirituale posero le fondamenta in quel sentimento profondo dell'anima che è l'umiltà.

Il libro, in chiusura, come ideale continuazione di questo sentimento nel corso dei secoli, ripropone la Preghiera dell'umiltà del cardinale spagnolo Rafael Merry del Val y Zulueta, Segretario di Stato di Papa Pio X dal 1903 al 1914, che la recitava ogni giorno dopo la celebrazione della Messa. Ne vien fuori, in un momento di totale crisi dei valori, di esaltazione della superbia, dell'arroganza e dell'orgoglio, una meditazione su quanto l'umiltà, radice di ogni altra virtù, possa ridare dignità all'individuo.

 

Non è un caso, dunque, se nella stessa serata, verrà scoperta, in Piazza Castello, accanto a quelle dedicate negli anni a Leonardo Sinisgalli, Albino Pierro, Manlio Rossi Doria e Dinu Adamesteanu che qui lasciarono tracce profonde del loro insegnamento alle future generazioni, la lapide dedicata a Rocco Mazzarone, medico e studioso insigne, ultimo dei grandi meridionalisti, umile al servizio degli umili,

votato a intrecciare la soluzione dei problemi della piccola patria lucana con le culture del mondo.

Nato a Tricarico nel 1912, laureato in medicina e chirurgia nel 1936 presso l'Università di Napoli, Mazzarone si specializzò in tisiologia e malattie polmonari nel 1939 presso l'Università di Milano. Prigioniero di guerra in Egitto lavorò in un ospedale generale inglese. Del 1943 l’incontro decisivo con Rocco Scotellaro, del 1947 quello con Carlo Levi, del 1951 quello con Henri Cartier-Bresson che gli dedicò un bellissimo ritratto. Dal 1947 diresse il Dispensario provinciale antitubercolare di Matera e dal 1968 al 1982  insegnò statistica medica presso la facoltà di medicina dell'Università di Bari. Condusse indagini epidemiologiche in Basilicata, in Somalia e nel Baluchistan iraniano dove si incontrò con Dinu Ademesteanu. E' autore di numerose pubblicazioni. E' morto a Tricarico nel 2005.

Alla presentazione del volume di S. Andrea e al ricordo di Rocco Mazzarone, coordinati da Mario Trufelli che riproporrà vecchi filmati della Rai, e accolti dal Presidente della Pro Loco Romeo Graziano, saranno presenti: Paolo Appella, Vincenzo Cosenza, Valentino Arteaga, Preposito Generale dell'Ordine dei Teatini, Giuseppe Appella, Franco Vitelli, Pancrazio Toscano.

Tra un intervento e l'altro, stacchi musicali del «Mifajazz quartet» (Enzo Appella, tenor sax, Dino Plasmati, el guitar, Franco Fossanova, double bass, Vito Plasmati, drums)

Nella stessa occasione, sulle mura del Castello, scorreranno le immagini delle opere destinate nei secoli dagli artisti di tutto il mondo, nelle chiese di diversi continenti, alla vita e alle opere di S. Andrea Avellino.   

 

PRO-LOCO, tel 0973 835484

 

 

17  agosto 2009

 
 


 
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