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Natale a Castronuovo di Sant’Andrea
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Il presepe di Luigi Teodosi.
 
 
 
 
 
 
Domenica 13 dicembre 2009, alle ore 17.30, a Castronuovo di S. Andrea,  nell’antica Chiesa di S. Maria della Stella, la stessa dove negli anni della giovinezza sant’Andrea Avellino raccoglieva i giovani del suo paese natale e dei paesi del circondario per aiutarli nella loro formazione di base e religiosa, per iniziativa della Pro Loco che da tanti anni ha fissato per Natale e per Pasqua un appuntamento con gli artisti contemporanei, sarà inaugurato il Presepe d’artista 2009. Tale evento, come ogni anno, richiamerà nel paese visitatori del vasto circondario della valle del Sinni e della Val d’Agri, oltre che pittori e scultori provenienti da tutta Italia.

 

Per il presepe d’artista, quest’anno è toccato a Luigi Teodosi che nel solito cerchio di tre metri di diametro ha inventato, in polistirolo modellato, intelato e dipinto, un presepe “deserto”, costruito su una frase di Cormac McCarthy: Se non è lui il verbo di Dio allora Dio non ha mai parlato.

Si comprende subito che il presepe di Teodosi si sottrae ad ogni rappresentazione che abbia qualche attinenza con la tradizione e ci sollecita ad affrontarlo con l’idea che la crisi d’oggi è tutta nella fragilità “infrastrutturale” del recinto, della capanna, della famiglia. Ecco, allora, i templi della modernità, le aspre architetture di cemento armato, costruite nel deserto e care agli spettri, subire la stessa sorte dell’acropoli di Selinunte. Tutto è scomparso: lo splendore delle cose, lo sfarzo delle luci, la delicatezza dei profumi, la maestà dei suoni. Anche le immagini hanno perduto il loro valore e il loro senso. I resti non sono neppure ammassati dalla violenza dei terremoti e degli uomini. Case, palazzi, ponti, strade giacciono abbandonati, privi dei passi della quotidianità, svuotati di ogni anima, da tutte le memorie della vita, quasi cubi di ghiaccio sporcati dalla polvere del tempo. Rimane, inalterata, la loro austera monumentalità, fatta di volumi distinti e separati, che si sostengono e si contrastano nello spazio, una specie di dialogo muto tra varie parti ormai solo possenti, prive di collegamenti ma disposte per esaltare, quasi un interno metafisico, l’enigmaticità della visione determinata dall’incontro imprevisto di elementi disposti lungo le linee di fuga evidenziate per interrompere l’immobilità della scena, frangere il silenzio vibrante che la pervade, suscitare inquietudine, aprire al mistero di un’apparizione.

Infatti, il grande viale di bitume, simile a un fiume, ti viene incontro, ti aspira nel suo tortuoso lento andare, tanto che non sai da dove nasca e dove ti porti. Lì, nudo, solo, orfano di ogni presenza umana, quasi fosse emerso dall’acqua, scivola e brilla il Bambino.

A questo Bambino, avvolto dal silenzio dei nostri gesti, si rivolge Teodosi nella sua preghiera e chiede:

Dove stiamo andando noi / che fuggiamo lontano, senza amarti? Aiutaci a fermarci e a capire”.

 

Il presepe rimarrà visibile, tutti i giorni, fino al 7 gennaio 2010, con orario 9-20. Nella Pro Loco, inoltre, sarà possibile vedere una serie di presepi–libro ruotanti intorno al bellissimo oggetto realizzato, quest’anno, da Lele Luzzati,  dopo il grande presepe costruito a Torino nel 2008.

 

Per informazione: Pro Loco. Tel.   tel. 0973 835484 3405674292.

 

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Luigi Teodosi è nato a Jesi nel 1935. Ha frequentato il Liceo Artistico e la Scuola Libera del Nudo di Roma, avendo come maestri Franco Gentilini, Renato Guttuso, Marino Mazzacurati, Libero De Libero e Mario Mafai. Dopo le prime mostre romane, agli inizi degli anni cinquanta, ha vissuto a Parigi (dove ha incontrato Gino Severini, Marcel Achard e Ossip Zadkine) e a Zagabria (dove ha stretto amiciza con Edo Murtic e Dusan Dzamonja). Le sue prime mostre personali sono del 1958 alla romana Galleria dello Zodiaco e nel Salon Uluh di Zagabria. Seguiranno nel 1960 quelle nel Museo di Belgrado, nel Salon Tribine Mladih di Nodi Sad, nella Moderna Galerija di Fiume e, da quel momento, mostre e premi a Verona, Milano, Magonza, Ancona, Macerata, Parigi, ecc.

Nel 1992, le Edizioni Cartiere Miliani Fabriano hanno pubblicato il libro, introdotto da Vanni Scheiwiller, Elogio della carta; nel 2001 è uscita una monografia sul suo lavoro, pubblicata dalle Edizioni della Cometa e con introduzione di Giuseppe Appella. La stessa casa editrice ha pubblicato il volumetto che accompagna il Presepe.

Il presepe rimarrà visibile, tutti i giorni, fino al 7 gennaio 2010, con orario 9-20. Nella Pro Loco, inoltre, sarà possibile vedere una serie di presepi–libro ruotanti intorno al bellissimo oggetto realizzato da Lele Luzzati quest’anno, dopo il grande presepe costruito a Torino nel 2008.

 

 

13 dicembre 2009

 
 


 
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