Novena - Primo Giorno

Novena - Primo Giorno

3 - LETTURA
 
 
 
 

Dall’odierna Liturgia della Parola:

 

1 - Vidi una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua.

 

2 – Vedremo Dio, così come Egli è.

 

3 - Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

 

 

Dalle Lettere di Sant’Andrea Avellino:

 

Napoli, 1º novembre 1606. Al Signor Don Luigi Carafa, Principe di Stigliano. (vol. II, lett. 598, pp. 606-607).

 

Io non vi scriverò altro, se non quello che la Sua Divina Maestà m’insegnerà nella Scrittura Sacra, piena di verità, ispirata dallo Spirito Santo vero Dio, il quale non può mentire nè commanda cosa impossibile nè difficile a chi ama Dio. Voi, dunque, vogliate attendere ad amare Dio sopra tutte le cose, perché dal saper amare Dio nasce la salute dell’anima, la quiete della mente, la tranquillità del cuore, il buon governo dello Stato e delle vostre case, perché la Divina Bontà ha particolare protezione di chi la ama.

 

 

Napoli, 1º novembre 1593. Alla Signora Lucrezia Pignatelli, per consolarla della morte del suo figliuolo (vol. II, lett. 164, pp. 174-175)

 

Io non  ho avuto mai figliuoli carnali,

ma da quel dolore che sento della morte d’alcune mie care figliuole in Cristo, vado considerando il gran dolore che sentono le afflitte madri della morte dei loro cari figliuoli, i quali sono la stessa carne delle loro afflitte madri.

Tutti siamo nati non per stare lungo tempo in questo mondo, ma per patire alquanto in questo esilio, in sodisfazione dei molti debiti che  dobbiamo a Dio per i nostri peccati, e poi per bene operare, con l’aiuto della Divina Grazia, affinché possiamo, per i meriti della passione di Gesù Cristo, acquistare la celeste ed eterna gloria, per la quale Dio ci ha creati…

 

 

Napoli, 1º novembre 1600. Alla Signora Cornelia Caracciolo, Duchessa di Sicignano. (Vol. II, lett. 399, pp. 425-426)

 

Vorrei che sempre avesse memoria dei grandi benefici che Dio le ha fatto, con rendergli le dovute grazie, lodandolo e benedicendolo sempre, perché la memoria e gratitudine dei benefici ricevuti fa inchinare la Divina Bontà a farcene degli altri.

 

E, per contrario, a Dio molto dispiace l’ingratitudine di quelle persone, le quali, scordatesi già delle molte grazie e benefici avuti dal Signore, si lamentano di Dio che non dona loro qualche minima coselluccia, che dissordinatamene loro desiderano.

 

Qual maggior grazia Dio avrebbe potuto farci che il crearci ad immagine sua, per farci partecipi dell’eterna felicità che Egli gode? E poi, fatti schiavi del Demonio, il celeste ed eterno Padre ci donò il suo Unigenito Figliuolo, il quale prese la nostra natura umana e la unì alla sua Divina Persona. E Colui che, ab aeterno, era Figliuolo di Dio, al suo Padre uguale, si fece Uomo, nato da Maria Vergine, per fare noi figliuoli di Dio e coeredi del celeste Regno...ricolmo di ogni vera grandezza, ricchezza, bellezza; di ogni vera gloria ed onore e di ogni vero bene che si possa desiderare.

 

Questi sono i maggiori benefici e grazie che Dio ci ha potuto fare: essere figliuoli di Dio, fratelli di Cristo e coeredi dell'eterna eredità.E queste cose talmente sazieranno il nostro cuore,

che non potrà mai più altro desiderare, perché tale sazietà sarà eterna.

 

 

Napoli, 1º novembre 1606. Al Signor Don Francesco Caracciolo, Duca di Aerola (vol. II, lett. 597, pp. 605-606)

 

Di grazia, se vuole salvarvi, non mancate da fare la parte vostra, perché Sant’Agostino dice: Iddio, che ti ha creato senza di te, non ti salva senza di te. Volendo dire che Iddio crea l’uomo per propria potenza, poiché l’uomo non è, prima che sia creato. Ma poiché è negli anni della discrezione e ha libero arbitrio, non lo salva senza la volontà e cooperazione dell’uomo. Perciò disse al paralitico della piscina: Vis sanus fieri? E all’ardito giovane: Si vis ad vitam ingredi, serva mandata!

 

Affatichiamoci, dunque, in osservare i divini precetti e siamo veri umili e pozienti, se vogliamo salvarci. Questa è la via della salvezza.

 

1 novembre 2007