L'omaggio della Chiesa di Napoli

L'omaggio della Chiesa di Napoli

Il Cardinale di Napoli prega davanti alle spoglie del Santo

 
 
 
 
 
 
 
 
 
In questa prima domenica di novembre, prologo dell’apertura dell’Anno Santo Avelliniano, nella Basilica napoletana di San Paolo Maggiore, i primi ad arrivare sono stati i fedeli di Monasterace (RC). Un pullman, con cinquanta persone a bordo, è partito a mezzanotte dalla cittadina calabrese per giungere all’alba nella città partenopea. Ben presto si sono recati nella Basilica di San Paolo Maggiore per pregare davanti alle sacre spoglie di Sant’Andrea Avellino, patrono della loro città. La delegazione era guidata da Antonio Arcidiacono, vice-sindaco, e da una rappresentanza del Comitato Feste.

Nei luoghi che videro il Santo pregare, scrivere, confessare, diffondere la parola di Dio con l’esempio più che con le parole, mentre i tecnici della RAI preparavano le attrezzature per la ripresa della Santa Messa, sono giunti anche fedeli castronovesi e napoletani.

La Basilica era splendente, vestita a festa più del solito. Le sacre spoglie di Sant’Andrea Avellino, che dal 15 settembre sono state collocate sul lato destro dell’Altare Maggiore, erano addobbate con fiori e sono state meta dei fedeli venuti per l’occasione.

 

Alle 10.30 è giunto in chiesa Crescenzio Sepe, cardinale di Napoli, accolto da padre Carmine Mazza, Preposito della Basilica. Dopo aver salutato i fedeli che gli andavano incontro, pian piano si è avviato verso la sacrestia.

Alle 11, in un’atmosfera di profondo raccoglimento, è iniziata la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Cardinale, presenti le massime autorità dell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini (padre Valentin Arteaga, Preposito Generale; padre Luigi De Micco, Preposito Provinciale d’Italia, padre Carmine Mazza, Preposito della Basilica di San Paolo Maggiore).

La funzione religiosa è stata resa più intensa dai canti eseguiti dalla Cappella Theatina diretta dal maestro Flavio Colusso.

Una parte dell’omelia del Cardinale è stata dedicata alla figura di Sant’Andrea Avellino. Ha ricordato che sta iniziando l’Anno Santo Avelliniano, che si concluderà il prossimo anno, con la celebrazione del IV Centenario del transito al Cielo e che, in questa Basilica, il Santo emise la sua professione religiosa nel 1558 e qui, come ministro e testimone dell’amore misericordioso di Dio confessava tanta gente, predicava usando parole che “gli venivano suggerite dal figlio di Dio”.

Sant’Andrea Avellino si sarà recato in tanti “bassi” presenti nei vicoli dei vari quartieri di Napoli per dedicare le sue attenzioni, senza mai risparmiarsi, agli ultimi e agli abbandonati.

Con la sua presenza, il Cardinale Sepe ha voluto, a nome della Chiesa napoletana, che dal 1625 lo elesse suo nono patrono, rendere omaggio al grande Santo lucano che tanto ha dato ai napoletani.

 

All’offertorio la comunità di Monasterace ha voluto donare al suo Patrono una lampada in ceramica ingobbiata e graffita, realizzata dai maestri Claudio Panaia e Beatrice Russomanno (Bottega d'arte "Il tornio" di Squillace (CZ)). La lampada presentava tre fiammelle e, tra esse, vi erano le immagini del simbolo dei Teatini (croce sul Calvario), dello stemma del Municipio di Monasterace e della statua venerata nella cittadina calabrese.

Alla  fine della celebrazione eucaristica, dopo aver pregato davanti alle spoglie, i fedeli hanno lasciato la Basilica.

I monasteracesi hanno ripreso il viaggio di ritorno. Tutti erano commossi e contenti per aver manifestato la loro devozione al Santo, in una celebrazione religiosa importante.

 

04 novembre 2007
 
Cliccando sull'icona Allegato, situata nella parte bassa a sinistra di questa pagina, è possibile scaricare e leggere l’omelia del Cardinale.